L'arte di Bagheria per i diritti umani: Arrigo Musti dona la sua opera ad Amnesty International per i 65 anni della Fondazione
Pubblicato il 26 maggio 2026 • Comunicati , Cultura
C’è una forte e orgogliosa impronta bagherese nella grande campagna nazionale lanciata oggi da Amnesty International in occasione dei suoi 65 anni di storia (1961-2026). Durante la conferenza stampa ufficiale, tenutasi questa mattina a Palermo presso la Chiesa di S. Antonio Abate nel complesso monumentale dello Steri, è stata presentata l’iniziativa "Oltre l'Abisso: la tutela dei diritti è la sola igiene del mondo", che vede come fulcro il talento e la generosità dell'artista bagherese Arrigo Musti.
L’opera di Musti, intitolata "Passepartout for freedom", come ha spiegato lo stesso artista - propone un potente e consapevole ribaltamento del celebre motto futurista di F.T. Marinetti del 1909: laddove si glorificava la guerra come "sola igiene del mondo", la tela di Musti eleva la protezione dei diritti umani a unica e imprescindibile condizione di civiltà. Con un gesto di solidarietà, l'artista ha donato l'opera originale e la totalità dei diritti di sfruttamento economico alla Fondazione Amnesty International Italia, permettendo di trasformare il valore dell'arte in sostegno concreto per le attività di ricerca e mobilitazione dell'organizzazione.
A rappresentare l’Amministrazione comunale di Bagheria era presente il vicesindaco e Assessore alla Cultura, Daniele Vella, che ha espresso il profondo orgoglio della comunità: "La donazione di Arrigo Musti ad Amnesty International dimostra, ancora una volta, come la tradizione artistica di Bagheria sappia farsi avanguardia morale e veicolo di messaggi universali. Vedere l'arte del nostro territorio sposare una causa così nobile, in un anniversario tanto importante, ci riempie di fierezza. Ad Arrigo vanno le più vive congratulazioni da parte di tutta l'amministrazione comunale per il valore della sua opera e per la straordinaria generosità del suo gesto."
Il sindaco di Bagheria, Filippo Maria Tripoli ha aggiunto: "Oggi Bagheria celebra non solo il genio artistico di un suo concittadino, ma anche il suo spessore umano. Il gesto di Arrigo Musti dimostra come la cultura possa e debba essere uno strumento attivo di libertà e civiltà a livello internazionale."
La presenza bagherese all'evento non si è esaurita sulla tela. A documentare la mattinata e a immortalare l'opera di Musti è stato infatti un altro eccellente professionista di Bagheria, il fotografo Francesco Domilici, il cui occhio attento ha saputo catturare la potenza visiva e l'emozione di questo appuntamento.
L'opera è una tela su alluminio che rimarrà esposta nella sala delle Armi dello Steri fino al 30 ottobre. Attraverso la silhouette di una serratura, mostra la storica candela di Amnesty che arde da 65 anni, intenta a sciogliere la fune che lega le mani dei "prigionieri dimenticati", trasformando il buio in un azzurro di speranza.
Il Presidente della Fondazione, Roberto Zampardi, ha annunciato che saranno messe a disposizione del pubblico 100 serigrafie numerate dell'opera, stampate su carta pregiata Favini Dolce Vita e ritoccate a mano da Musti con colori acrilici. Saranno acquistabili da giugno sul sito ufficiale www.fondazioneamnesty.it insieme al poster commemorativo.
L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Amnesty International Italia in collaborazione con l'Università degli Studi di Palermo, il Sistema Museale di Ateneo (UniPa Heritage) e Coopculture.
MM
ufficio stampa