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Celebrazione della messa in suffragio del poeta e scrittore gay nisseno Alfredo Ormando.

Pubblicato il 26 gennaio 2026 • Comunicati , News dalla Città

Riceviamo e pubblichiamo:

Toccante celebrazione della messa, ieri 22 gennaio, nella chiesetta delle suore a villa Butera, in suffragio del poeta e scrittore gay nisseno Alfredo Ormando, che il 13 gennaio del 1998 si diede fuoco a piazza San Pietro a Roma per protesta contro l’omofobico integralismo cattolico, morendo in ospedale dopo 9 giorni di straziante agonia. Sulla figura di Ormando, omosessuale credente, che in gioventù era stato persino in convento aspirando a diventare frate cappuccino, padre Francesco Michele Stabile si è soffermato parecchio, leggendo in chiesa anche la sua drammatica lettera per i posteri, nella quale il poeta e scrittore parla della sua emarginazione e sconfinata solitudine. Ed è sull’emarginazione dei cosiddetti diversi che padre Stabile ha voluto più soffermarsi, perché in contrasto con la fede e l’insegnamento evangelico, in contrasto anche con quanti si dicono cristiani ma che alla luce dei fatti cristiani non sono nella loro non accoglienza se non addirittura ripulsa anche delle persone LGBTQ. A riguardo padre Stabile ha pure ed all’inizio della celebrazione chiesto perdono a Dio e alle persone LGBTQ per una morale riprovevole e discriminatoria nei loro Non è la prima volta che il nostro sacerdote celebra delle messe per affermare con la preghiera della comunità dei credenti il valore cristiano dell’accoglienza anche per le persone di diverso orientamento sessuale. alle quali-chiaramente non a tutte- tuttavia riconosce un solo limite: il non trasformare-come spesso accade- i loro rapporti in un più stabile ed autentico atto e dono di amore per l’altro. Alla messa hanno partecipato anche il sindaco di Bagheria, Filippo Tripoli, l’assessore
alla pubblica istruzione, Antonella Insinga, e, oltre alle suore e ai diversi fedeli presenti, Piero Montana, che a padre Stabile si era rivolto, parlandogli del dramma esistenziale di Ormando, concordando con lui e la sua assistente, Mimma Cinà, l’organizzazione della celebrazione della messa in suo suffragio nella ricorrenza del ventottesimo anniversario della sua morte.

Piero Montana