Villa Cattolica omaggia il talento di Nunzio Guzzo tra libro, mostra e dialogo istituzionale.
Pubblicato il 9 febbraio 2026 • Comunicati , News dalla Città
Si è svolto lo scorso sabato 7 febbraio, un evento culturale di grande partecipazione presso i corpi bassi di Villa Cattolica, sede del Museo Guttuso. La serata ha celebrato il lavoro del fotografo Nunzio Guzzo attraverso la presentazione del libro "Frammenti di tempo" e l’inaugurazione della mostra "Radici".
L’incontro è stato moderato da Giusy Chiello, consigliera delegata alla comunicazione, la quale ha evidenziato come la fotografia di Guzzo rappresenti un "piccolo frammento" di sosta necessario per confrontarsi con la memoria del territorio, contrapponendosi alla velocità della vita moderna.
Il sindaco di Bagheria, Filippo Maria Tripoli, ha arricchito il dibattito con una riflessione sul ruolo della fotografia contemporanea. Tripoli ha evidenziato come, rispetto al passato in cui la foto era l'immagine che arrivava dove le parole non potevano, oggi essa occupi un posto diverso, dando vita a un interessante confronto con i presenti sulla funzione comunicativa dell'arte visiva. Il sindaco ha inoltre ribadito il prestigio di ospitare eventi di tale caratura a Villa Cattolica, sottolineando il fondamentale connubio tra la valorizzazione dei talenti locali e la maestosità dei luoghi storici.
Un passaggio centrale del dibattito è stato dedicato alla sinergia istituzionale: il vicesindaco di Bagheria, Daniele Vella, e il sindaco di Casteldaccia, Giovanni Di Giacinto, hanno infatti evidenziato l'importanza del connubio culturale tra le due città. I due amministratori hanno sottolineato come la collaborazione tra Bagheria e Casteldaccia, unite in questo caso dal talento di Nunzio Guzzo, sia una risorsa strategica per la promozione dell'intero territorio. Presente all'evento anche l’assessora Antonella Insinga.
Il curatore della mostra, Antonio Saporito Ranieri, ha messo in risalto la forza dell'allestimento: “Le immagini di Guzzo non sono solo documenti, ma una narrazione visiva che ridisegna l'identità siciliana attraverso un uso sapiente della luce”. Giuseppe Maria Di Giacinto, curatore di una parte del libro, ha aggiunto: “Abbiamo voluto tessere una trama che lega l'antropologia alla poesia dello scatto, rendendo eterno ciò che è destinato a mutare”. L’artista Nunzio Guzzo, con la semplicità e l'umiltà che lo contraddistinguono, ha ringraziato sentitamente il pubblico e le istituzioni, rivolgendo un pensiero speciale al suo maestro, Antonio Saporito, e alla Scuola Siciliana di Fotografia, sottolineando come il suo lavoro sia frutto di questi insegnamenti e del sostegno di chi ha creduto nel suo sguardo. La mostra "Radici" rimarrà visitabile nei corpi bassi di Villa Cattolica secondo gli orari di apertura del Museo Guttuso.