L’Amministrazione comunale chiarisce la vicenda dell’associazione “Bagnera”. Locali occupati senza titolo e fuori dalle regole
Pubblicato il 20 gennaio 2026 • Comunicati
In merito alle recenti dichiarazioni diffuse a mezzo stampa dal signor Angelo Restivo, presidente dell' associazione culturale Giuseppe Bagnera, riguardanti la “collezione” ospitata presso palazzo Aragona Cutò, l’Amministrazione comunale di Bagheria si vede costretta a intervenire per fare chiarezza su una situazione di occupazione illegittima di spazi pubblici.
Contrariamente a quanto affermato dal signor Restivo, Bagheria vive una stagione culturale fervente e pluralista, documentata dai numerosi eventi ospitati e organizzati dall’Ente presso le ville storiche. La narrazione di un disinteresse istituzionale è smentita dai fatti e dalle numerose attività ispirate sempre ad un criterio qualitativo.
La permanenza della collezione presso il piano nobile di villa Aragona Cutò era regolata da un contratto di comodato d’uso gratuito sottoscritto nel gennaio del 2015 con l’Associazione “Giuseppe Bagnera”, il cui legale rappresentante firmatario era il signor Antonino Restivo e non il signor Angelo Restivo, e questa è una chiara incongruenza poiché in realtà solo il signor Angelo Restivo si è sempre rapportato per conto dell’associazione.
L’Amministrazione precisa che: La concessione, di durata novennale, è scaduta da oltre due anni. Nonostante i ripetuti solleciti e i tentativi di risoluzione amichevole, i locali non sono mai stati restituiti alla collettività. E questo era un preciso obbligo del firmatario della convenzione allo scadere della stessa.
La convenzione vietava esplicitamente l’uso abitativo o amministrativo, limitando lo stesso a scopi culturali. Risulta invece che il signor Restivo utilizzasse i locali per fini diversi da quelli previsti.
Volendo essere precisi non sono mai stati rispettati gli orari di apertura al pubblico stabiliti nel contratto, né è mai stato fornito l’elenco digitalizzato dei beni per la necessaria trasparenza e valorizzazione e mai informata l’amministrazione delle modifiche apportare alla convenzione. Anche questi obblighi previsti.
È stato impedito l’accesso ai locali persino all’Amministrazione stessa per proprie iniziative, in palese violazione degli accordi.
L'Amministrazione, pur potendo procedere al recupero immediato degli spazi, ha cercato in maniera bonaria la via del dialogo, proponendo diverse soluzioni alternative al signor Restivo come il trasferimento della collezione, a spese del Comune, presso altri locali comunali e la valutazione dell'acquisto di parte della collezione da parte del Comune, proposta prima avanzata dal sig. Restivo e poi da lui stesso ritirata. Restivo ha parlato con diversi amministratori, funzionari e dirigenti cambiando sempre la propria versione ed intenzione.
I locali in questione devono ora essere necessariamente liberati e riconsegnati al Comune nello stato di fatto in cui anni fa furono consegnati, in primo luogo perché la convenzione è scaduta e poi per consentire il proseguimento dei lavori, già in corso, per l'allestimento della "Casa del Cinema e della Televisione".
Si tratta di un progetto di rilevanza strategica che restituirà piena fruibilità pubblica a uno dei piani più prestigiosi delle ville bagheresi.
“In tutta questa storia il punto cruciale è che nessuno può pensare di occupare arbitrariamente e al di fuori delle regole un bene pubblico definendosi, al contempo, promotore di cultura” – commenta l’Amministrazione. “Le polemiche sollevate dal signor Restivo appaiono strumentali e offensive. È prioritario che i locali tornino immediatamente al pubblico uso, nel rispetto della legalità e dei progetti di sviluppo culturale che la città attende.”
L’Amministrazione ribadisce che non intende tollerare ulteriori ritardi in un processo che mira esclusivamente alla tutela del patrimonio collettivo e al rispetto delle norme vigenti.