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Alfredo Ormando: Giovedì 22 gennaio messa in suffragio nella chiesetta di villa Butera

Pubblicato il 21 gennaio 2026 • Comunicati

Nel ventottesimo anniversario della morte del poeta e scrittore gay Alfredo Ormando, avvenuta in ospedale il 22 gennaio 1998 dopo 9 giorni di straziante agonia, per essersi il 13 dello stesso mese dato drammaticamente fuoco, in piazza San Pietro a Roma, in segno di protesta contro l’allora omofobico integralismo cattolico, sarà celebrata da Padre Francesco Michele Stabile una messa in suo suffragio nella chiesetta di villa Butera giovedì 22 gennaio alle ore 12.00. Ormando in vita, in quanto omosessuale, non è stato mai oggetto né di amore fraterno né di amore cristiano.

E’ lui stesso a scriverlo e a ricordarlo al fratello Angelo in una lettera del 26 dicembre, due settimane prima di andarsi a suicidare in Vaticano, ricordandogli appunto l’odio caino di un suo fratello, che giunge persino a dirgli in sua presenza e alla presenza di estranei:  Se potessi ucciderti con le mie mani, lo farei. Inoltre Ormando, che non faceva mistero della sua omosessualità, neppure in casa del suo amante di famiglia cattolicissima e tradizionalista è stato oggetto di attenzioni e di quell’amore cristiano che si deve al prossimo e che i cattolici osservanti non dovrebbero mai negare. In casa infatti di questo suo amante Ormando è tollerato appena dai suoi familiari e solo per riguardo al congiunto, giacché quando questi lo incontrano da solo per strada, si voltano la faccia, negandogli persino il saluto.

Ma anche in convento, dove pure era andato a chiudersi in preda ad una crisi mistica, Ormando non troverà alcuna comprensione, giacché, quando colà viene a manifestare la sua omosessualità, viene bruscamente respinto.

E allorché il suo feretro, dopo il suo suicidio, giunge da Roma a San Cataldo, gli si celebra di certo in chiesa una messa, ma non in quanto credente omosessuale, giacché il sacerdote nel celebrarla tiene a precisare che Ormando non è affatto gay. Celebrare pertanto giorno 22 una messa in suffragio di Alfredo Ormando è un atto cristiano doveroso e assai significativo, perché in nome dell’amore, predicato dal Vangelo, l’amore per il prossimo, che non può né deve mai essere negato a nessuno e tanto meno alle persone LGBTQ, alle persone di diverso orientamento sessuale, Ormando, sia pure in spirito, possa invece ricevere accoglienza nella Casa del Signore, dove, diversamente dalla quella paterna a San Cataldo e diversamente da quella dell’amante a Palermo, e persino diversamente da quella che aveva trovato in convento, in cui era andato misticamente a rinchiudersi, potrà essere finalmente accolto dall’amore grande e misericordioso di Dio.

PIERO MONTANA