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La storia di Astrid, figlia di desaparecidos.

Pubblicato il 10 aprile 2026 • Cultura , Solidarietà

 

Riceviamo e pubblichiamo:

Per la prima volta in Italia, Astrid Patiño Carabelli porterà la propria testimonianza diretta, condividendo il suo percorso di sottrazione e recupero dell'identità in un incontro dedicato alla memoria e ai diritti umani.
Sabato 18 aprile 2026 alle ore 11:30 nella sala Martorana/Fumagalli di villa Butera. 

Sono trascorsi cinquant’anni dal colpo di stato militare guidato da Jorge Rafael Videla,che inaugurò una delle stagioni più oscure della storia dell’ArgentinaUn periodo segnato dal terrorismo di Stato: persecuzioni politiche, omicidi, torture e censura sistematica.

Di quella pagina nera, condivisa con altri paesi dell’America Latina attraversati da feroci dittature, resta una ferita ancora aperta: quella dei desaparecidos. In Argentina furono circa 30.000 le persone sequestrate, sottratte ai propri affetti con l’accusa di sovversione, rinchiuse in centri clandestini di detenzione, torturate, uccise e fatte sparire senza lasciare traccia. Astrid Patiño Carabelli nasce il 12 aprile 1973 a Córdoba, Argentina.

Figlia di GabriellMaria Carabelli, italiana e di Omar Nelson Patiño, argentino. Cresce nei primi anni della sua vita in un contesto familiare profondamente impegnato sul piano sociale, culturale e politico. Il 3 aprile 1976 la sua vita cambia radicalmente: viene sequestrata insieme alla madre. Ha appena due anni e mezzo. In quel momento le vengono sottratti la famiglia, il nome, la storia e la sua identità. Dopo anni di ricerca, la nonna e la zia, insieme alle Abuelas de Plaza de Mayo, riescono a rintracciarla nel 1984. Tuttavia, nonostante il ritrovamento, l’autorità giudiziaria stabilisce che non sia opportuno restituirla alla famiglia biologica, impedendole di recuperare la propria identità durante l’infanzia. Solo in età adulta Astrid riesce ad avvicinarsi alla propria storia, intraprendendo un lungo e complesso percorso di ricostruzione, attraverso testimonianze, documenti e memorie.
La sua storia trascende la dimensione individuale e si inserisce nel più ampio percorso di memoria, verità e giustizia che riguarda migliaia di persone private della propria identità. Un cammino reso possibile anche grazie all’impegno delle Abuelas de Plaza de Mayo e degli organismi per i diritti umani nazionale e internazionale. Perché l’identità non è solo un nome: è memoria, storia e relazione. Ed è un diritto
fondamentale che non può essere negato. Interverrà per i saluti istituzionali Filippo Tripoli, sindaco di Bagheria. Ospite Astrid Patiño Carabelli, nipote restituita. Invitati: Jorge Ithurburu, Presidente 24 Marzo Onlus
Nicolás Rapetti, sociologo e scrittore, Antonio Tozzi, Presidente ARCI Bocs. Modera Mariela Rodríguez, referente della comunità argentina a Bagheria.
Ingresso limitato.
Si prega di compilare il form:
https://forms.gle/sxq5J9LRuNR8GVKTA