Panorama di Bagheria

(video) Bagheria tappa dell’itinerario artistico “Attraverso Palermo” Ignazio Moncada, evento collaterale di Manifesta 12

DSCN5680Anche Bagheria è protagonista, nell’anno di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018, di Manifesta 12 la biennale di arte contemporanea in programma nel capoluogo siciliano da giugno a novembre 2018, grazie ad un prestigioso evento collaterale presentato oggi, in conferenza stampa, dall’Archivio Ignazio Moncada ed organizzato in collaborazione con la Fondazione Sicilia, il Museo Guttuso di Bagheria e il Museo Civico di Castelbuono.

Il grande progetto dedicato ad Ignazio Moncada “Attraverso Palermo” parte dal capoluogo siciliano  e tocca oltre che Castelbuono anche la Città delle Ville, Bagheria dove Moncada è protagonista con “La stanza dell’Irrequieto” a villa Trabia e con “Le Rappresentazioni” al Museo Guttuso.

“La stanza dell’Irrequieto”  nella settecentesca e privata villa Trabia è stata realizzata nel 1995, in ceramica policroma. Al Museo Guttuso sono ospitate alcune opere e una installazione, ed in particolare oltre all’opera “Archeologie Astratte” (1979) già inclusa nella collezione permanente, saranno esposte al piano terra tre grandi tele del ciclo “Le Rappresentazioni”, produzione del 2000 dedicata alle Metamorfosi del Mito e, nella gipsoteca, la scultura in ceramica “Il pallottoliere”.

DSCN5674Alla conferenza stampa di Palermo erano presenti oltre che l’assessore alla Cultura del Comune di Bagheria, Romina Aiello, il presidente della Fondazione Sicilia, Raffaele Bonsignore, lo storico d’arte Sergio Troisi, Laura Barreca direttrice Museo Civico di Castelbuono Ruggero Moncada di Paternò, figlio dell’artista e direttore dell’Archivio.

«Desidero ringraziare il presidente dell’Archivio Moncada che ha scelto quella che, in qualche modo, è anche la sua città, lo ringrazio per averla inserita in questo percorso di arte contemporanea perché coinvolge non solo diversi Enti ed Istituzioni ma soprattutto diversi territori,  mettendoli in comunicazione»così l’assessore Aiello che sottolinea: «Questo è il merito di questa idea che spinge il visitatore a girare il territorio attraverso la visita di questo ciclo  dietro il quale c’è un  filo logico di relazione.  Abbiamo già un’altra opera del maestro a villa Cattolica, appartenente ad un altro ciclo e questa presenza è molto importante per noi perché mostra come il museo Guttuso non sia solo il grande Renato Guttuso ma come sia scrigno di tanti altri artisti contemporanei di Guttuso, soprattutto siciliani che tanto hanno dato all’arte contemporanea».DSCN5678

«E’ un affascinante percorso che  parte da Palermo e si spinge fino a Bagheria e Castelbuono alla scoperta delle opere realizzate da Ignazio Moncada in queste sue infaticabili esplorazioni di sempre nuovi linguaggi» – spiega così Ruggero Moncada di Paternò il progetto e  sottolinea che, in qualità di direttore dell’Archivio Moncada, ha inserito nel percorso anche l’apertura al pubblico de “La stanza dell’irrequieto” a villa Trabia, a Bagheria, sperando di aver messo l’accento sulla possibilità che una manifestazione temporanea lasci ai siciliani, e a tutte le persone che la visiteranno, un’eredità permanente come incentivo ad essere sempre più coinvolti dal mondo dell’arte».

Si ricorda che “La stanza dell’irrequieto” è visitabile mediante prenotazione attraverso il sito dell’archivio www.ignaziomoncada.org.

Un estratto della conferenza stampa è disponibile sul canale youtubre comunale alla seguente url: https://youtu.be/Gv56wzfG3Ns

Marina Mancini
Ufficio stampa www.comune.bagheria.pa.it
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Moncada   al   Museo  Guttuso   di   Bagheria  
Nota  di  Francesco  Tedeschi   

Le  opere  a  Villa  Cattolica,  sede  del  Museo  Guttuso  (che  già  ospita  una  tela  di  Moncada  nella  collezione  permanente)  sono  tra  quelle  di  maggiori  dimensioni,  all’interno  del  vasto  ciclo  realizzato  tra  il  2000  e  il  2012,  e  dell’intera  produzione  dell’artista.    Avviato  a  seguito  di un  confronto  con  la  scena  teatrale,  che  già  in  altri  casi  aveva  spinto  Moncada  a  immaginare  composizioni  di  grande  formato,  con  soluzioni  aperte  a  diverse  soluzioni  formali,  questo  nucleo  di  lavori  si  sofferma  su  alcune  tonalità  di  fondo,  che  generano  l’atmosfera  generale,  acquatica,  tellurica,  ctonia,  nella  quale  le  diverse  forme  che  si  rincorrono  hanno  valore  di  archetipi  della  memoria  e  dell’inconscio.  In  questo,  l’artista  individua  rapporti  con  le  figure  del  mito,  oggetto  della  nuova rappresentazione.  Con  l’occupazione  dello  spazio  prodotto  si  vuole  sottolineare  il  carattere  proprio  di  una  pittura  messa  in  scena.    La  produzione  ceramica,  che  ha  sempre  accompagnato  l’attività  pittorica  di  Moncada,  trova  nella  ludica  versione  di un pallottoliere,  un  modo  di  giocare  con  le  misure,  con  lo  spazio,  con  la  storia.

Stanza dell’irrequieto – Villa Trabia – Bagheria
Nota di Sergio Troisi

A  partire  dall’inizio  degli  anni  Settanta  la  ceramica  ha  accompagnato  costantemente  l’opera  pittorica  di  Ignazio  Moncada,  recependone  modi  e  segni  e  declinandoli  nella  specificità  di  materie  e  processi  –  ma  anche  forme  e  strutture  quali  piatti  o  vasi  -a  loro  volta  carichi  di  memoria  storica.    Realizzata  nel  1995  per  Villa  Trabia,  a  Bagheria,  la Stanza  dell’Irrequieto  rielabora  ugualmente  un altro  aspetto  centrale  nella  ricerca  dell’artista,  quella  componente  della  pittura  a  farsi  ambiente  e  spazio  che  aveva  trovato,  nei  grandi  teloni  che  rivestivano  i  ponteggi  durante  i  restauri  delle  architetture  (Pont  Art,  vennero  subito  battezzati  questi  interventi  tra  il  1982  e  il  1992),  l’occasione  spettacolare  per  fondere  il  movimento  del  colore  con  quello  delle  città.  Ma già  la Pont  Art,  a  sua  volta,  sviluppava  il  principio  di una  vibrazione  del  colore  che  nei  cicli  delle  Trasparenze  e  soprattutto  di Alesa  variava  in  termini  quasi  musicali  le  strutture  segniche  e  cromatiche.  Nella  Stanza  dell’Irrequieto  quel  procedimento  teso  verso  l’esterno  si  introflette,  ed  è  precisamente  questo  contrasto  tra  il  movimento  di  espansione  ricercato  dalla  pittura  e  l’ambiente  interno  in  cui  è  articolato  a  giustificare  il  richiamo  alla  irrequietudine.  Lungo  il  rivestimento  in ceramica  delle  pareti,  del  pavimento  e  del  soffitto  della  stanza  si  succedono  così  quelle  articolazioni  aperte  che  negli  anni  Novanta  Moncada  aveva  sperimentato  nei  cicli  chiamati  Ambivalenze  e  Differenze:  impronte  lievi  di  colore  come  danzanti  per  trasparenze  e  sovrapposizioni,  con  tracce  residuali  di  geometrie  elementari  –  circoli,  ellissi  –  e  altre  tracce  invece  in  diagonale  quasi  mosse  dalla  brezza.  Rossi,  neri,  verdi,  turchesi,  una  tavolozza  mediterranea:  l’irrequietudine  al  fondo  non  è  altro  che  un  invito  al  viaggio. 

 

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Ultimo aggiornamento: 19/06/2018

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