Panorama di Bagheria

Presentato venerdì 18 ottobre a Villa Cattolica il volume “Pagine bagheresi” di Umberto Balistreri

Venerdì 18 ottobre 2013 presso il corpo C di Villa Cattolica, dinanzi ad una nutrita platea di uditori, è stato presentato alla città il volume di Umberto Balistreri “ Pagine bagheresi”.

 

Presenti , oltre all’autore Umberto Balistreri, il sindaco Vincenzo Lo Meo e il relatore Nicola Lo Bianco. Ha coordinato i lavori Marina Mancini, responsabile dell’Ufficio Stampa del Comune di Bagheria. I momenti musicali sono stati affidati alle corde vibranti della chitarra di Francesco Maria Martorana .

 

Il sindaco Vincenzo Lo Meo ha dato lo start-up all’incontro con una breve riflessione sulla comunità di Aspra che rivive dalle pagine del libro. Ha sottolineato il forte senso di appartenenza e di identità che vivono gli abitanti della frazione. Aspra infatti ha contribuito a produrre quella cultura materiale che si manifesta con il lavoro di estrazione dalle cave in primis, attività che ha prodotto la pietra dura per la costruzione di edifici di rilievo architettonico di Bagheria e della zone circostanti. In seguito lo sviluppo della coltura degli agrumeti che successivamente rappresentarono la fonte principale di ricchezza economica della città. “ Umberto Balistreri è un uomo che tiene alto il nome della città e un illustre rappresentante della cultura del nostro tempo” conclude Lo Meo.sindaco lo meo

 

Immediatamente dopo le note del maestro Francesco Maria Martorana, che ha dedicato un brano legato al melos della tradizione siciliana sul tema dell’emigrazione, il corposo intervento del relatore Nicola Lo Bianco che, con acutezza e sensibilità, ha fatto una disamina delle parti più intense del volume leggendo anche i passi più emotivamente coinvolgenti.

Molti i temi affrontati: il senso dell’appartenenza e della comunità in primis. “Questo significa far circolare un sentimento che in qualche modo protegge, preserva, induce alla cura della propria città. Così Lo Bianco specifica:” Dal libro di Umberto Balistreri emerge l’amore e l’orgoglio dell’appartenenza, senza però cadere nello sciovinismo, nell’idea che il bello, il meglio, l’eccellenza, è solo qui, in uno spazio mentale che potrebbe diventare asfissiante e asfittico”.

 

Queste alcune delle sue parole sul tema della memoria : “*L’incanto della vita dissepolta,per dire della memoria, dell’importanza della vita dei nostri padri, di come la memoria sia fondamento di ogni possibile civiltà.

 

Il tema del lavoro è rilevante e costituisce il filo conduttore del volume: “Queste pagine sembrano ispirate alle parole di Montale: si ha la sensazione, oltre che l’emozione, di riconoscere vividamente tutto un mondo di opere, di sentimenti, di pensieri, che nasce e nei quali si riconosce tutta la comunità. Il centro emotivo, oltre che storico/ esistenziale, è il lavoro, e in particolare il lavoro dei pirriaturi:le cave, tipo di pietra, strumenti di lavoro, trasporto, contratti, ecc. , dei pirriaturi , non ultimo pregio del libro, Balistreri fa anche nome e cognome, come a dare memoria e gloria a ciascuno di loro.

 

Il lavoro, quel fulcro attorno al quale si organizza la vita personale, civile e morale di un qualunque raggruppamento umano”.

 

E ancora una riflessione sulla poesia: “Di fronte a questo mondo di dura fatica, di sacrificio e di sopravvivenza, di coinvolgimento totale, non poteva mancare l’urgenza artistica, l’intelligenza e la passione di chi vuole dare onore e dignità a un’esperienza umana degna di devozione e reverenza.

 

E per finire sull’ambiente: “In un ambiente così composito, così ricco di umori culturali, non potevano mancare voci autorevoli in difesa dell’ambiente o anche per il rispetto degli animali.

Nel libro vengono riportate pagine dello storico Lo Jacono Battaglia, U fussazzu, e dello storico e poeta Castrenze Civello, tra i primi negli anni ’50 ad alzare la voce in difesa del territorio e del patrimonio culturale”.

 

michelangelo BalistreriAll’intervento del Lo Bianco è seguìto un momento di poesia con Michelangelo Balistreri che ha recitato alcuni suoi versi dedicati ad Aspra accompagnato dal maestro Martorana.

 

Ancora la giornalista Marina Mancini ha voluto ricordare due nomi importanti per Aspra citati nel libro e cioe’ Giovanni Balistreri, padre dell’autore e uomo molto amato dagli aspresi e Carmelo Sardina, infermiere di professione, perché personaggio particolare a cui la comunità aveva attibuito il compito di assistere materialmente i bimbi con le sue “punture curatrici”.

 

A chiusura l’intervento di Umberto Balistreri che ha voluto ringraziare gli intervenuti e il sindaco Lo Meo auspicando un risveglio della città e ha voluto porgere un invito alla cittadinanza a stringersi attorno agli amministratori per sostenerli in questo momento di difficoltà per la città secondo il trincio che la comunità deve essere a sostegno delle istituzioni.

Il Balistreri conclude “Questo mio libro, che ho scritto ispirato anche alla figura paterna, non è solo un libro su Aspra ma è uno scritto dedicato a Bagheria, alla Bagheria dei Branciforti, di Guttuso, alla cultura bagherese. Il libro nasce con l’intento di far conoscere le memorie agli aspresi, le loro radici, la loro storia di comunità in un periodo in cui assistiamo alla globalizzazione e alla perdita di identità”

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