Panorama di Bagheria

Mostra Eclettica al Centro d’arte e cultura “Piero Montana”

Riceviamo e pubblichiamo:

Sabato 21 settembre alle ore 18, nei locali del Centro d’arte e cultura “Piero Montana” in via B. Mattarella n° 64, sarà inaugurata dalla scrittrice Rosanna Balistreri Eclettica, mostra d’arte contemporanea in cui esporranno sette artisti: Gai Candido, Carmela Corsitto, Marco Danese, Cinzia Farina, Juan Esperanza, Sergio Mammina, Franco Panella.

Le opere di questi artisti, uno diverso dall’altro nel loro stile, vogliono rappresentare un quadro esauriente del panorama artistico oggi presente nella nostra Isola, soprattutto in quegli aspetti più innovativi della pittura, pittura-scultura, del libro d’artista e scrittura asemica, che fanno di questo evento, di questa nostra esposizione, una mostra d’avanguardia.

Infatti anche la pittura volutamente anacronistica di Sergio Mammina si inserisce nel nostro progetto espositivo, che vuole anzitutto essere un progetto di rottura con la modernità. Il pittore dipingendo infatti nelle sue opere con mano da maestro insetti ed apparati tecnologici con essi in simbiosi fornisce al nostro sguardo una visione post-umana, nel senso che quel che in essa sopravvive è la metamorfosi kafkiana dell’uomo, che nella sua nuova condizione di insetto, viene ormai a coabitare con i suoi macchinari ed aggeggi tecnologici.

Sergio Mammina _opera

Diversa è invece la pittura esistenziale di Marco Danese, che focalizza la sua attenzione, al di là della sua buona resa pittorica, sul contrasto tra luce e tenebre, facendo da essa emergere bagliori, lampi che illuminano l’oscuro, l’invisibile.

Questa invisibilità è il filo rosso che si dipana nell’operare artistico di Danese, che in essa fa esperienza, per usare un termine heideggeriano, dell’Esserci, dell’apparire di una coscienza sola ad essere consapevole di quanto ancora nel buio, lacerato da squarci di luce, ad essa si sottrae, si nasconde, avvolgendosi nella notte, nell’oscurità.

Marco Danese_opera

L’invisibile, l’essenza, la trasparenza sono i temi della ricerca artistico-metafisica di Carmela Corsitto, che nei suoi libri oggetto l’artista vuol rendere presenti senza con ciò oggettivarli del tutto. Perché come si può mai oggettivare l’invisibile?

Attraverso l’impiego nelle sue opere del plexiglass, di un materiale trasparente, la Corsitto tende a raggiungere il senza fondo, la vera essenza del libro, il suo essere opera a partire dal nulla, che solo di essa può garantire le sue possibilità e innumerevoli letture.

Carmela Corsitto_opera

La pittura di Gai Candido è una commistione di arte povera ed arte magica, essa affonda le sue radici nello sdradicamento dalla nostra cultura occidentale che invece si impianta in una terra assai lontana da noi quale l’Africa.

Nelle opere di Candido gli elementi che in esse assurgono a simboli, vanno però intesi ancora in senso greco. Essi rappresentano le due metà, le due parti distinte di un’unica realtà in cui esse si fondano, convivono: quella materiale e quella più propriamente spiritica che spirituale. Le pietre, che Candido utilizza per le sue opere sono questa realtà del suo operare ermetico. Sono materia ma anche spiriti in essa imprigionati. L’Arte di Candido è dunque quella di uno stregone, ma anche di un vero alchimista che nelle pietre vuole incatenare, fissare, per rendere più spesso, compatto quello Spirito, che solo così può esplicitare i suoi poteri magici.

Gai Candido_opera

L’arte di Cinzia Farina è rivolta verso la poesia visiva e la scrittura asemica, ma di esse l’artista ci fornisce delle versioni personali miranti all’essenzialità, alle tracce e alla tracciabilità di segni solo significanti di un linguaggio incomprensibile come il nomos, la legge kafkiana. Per questo tale linguaggio può paragonarsi a quello del Logos, a quello di una “scrittura del dio” da intendere nel senso eminentemente borgesiano.

Cinzia Farina_opera

Juan Esperanza, pittore e scultore siculo messicano, si fa depositario nella sua arte di due culture molto distanti tra loro, quella messicana e quella del nostro bacino mediterraneo, dalle quali fa emergere figure assai primitive ed arcaiche.

Questa sua arte si può definire in un certo senso “archeologica”, perché nasce da uno scavo nella memoria, che porta in luce archetipi di una più ampia regione della mente, divisa, scissa in divergenti appartenenze culturali.

Juan Esperanza_opera

Di Franco Panella infine non possiamo non parlare del suo essere estremamente rivoluzionario, in quanto l’artista nell’ambito della scrittura asemica ha sostituito, al linguaggio dei segni-significanti, materiali poveri che denotano come la sua particolare scrittura non è di sua invenzione, ma della natura, che è dimora dell’Essere. Ed anche se egli si rifà a Duchamp nell’anagrammare i titoli delle sue opere, questi anagrammi sono volti a far comprendere come l’opera d’arte in sé dice di più di quel che dice.

Franco Panella_Opera

Da questo articolato panorama di esperienze artistiche, Piero Montana, curatore della mostra, rileva come l’arte nella sua autenticità rivendica a buon diritto il suo posto in una società in cui l’omologazione e la reificazione sono invece i suoi aspetti dominanti.

Spetta all’arte il compito rivoluzionario di cambiare il mondo e soprattutto questo nostro mondo asservito ad una logica mercantile, che degli enti fa solo dei prodotti di consumo e dei tasselli che nel loro insieme possano garantire il dominio sull’intero globo terrestre.

L’arte che da sola fa resistenza alla cattura di una logica tecnico- mercantile nei suoi aspetti puramente quantitativi del calcolo, apre all’uomo odierno, che tutto ha colonizzato, la via dell’incommensurabile che può garantirgli la salvezza dell’anima, che pure nei nostri tempi moderni è stata mortificata e ridotta a cosa.

Centro d’arte e cultura “Piero Montana”

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Ultimo aggiornamento: 12/09/2019

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