Panorama di Bagheria
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L’amministrazione sull’ufficio legale e sulla nota dell’avvocato Rizzo pubblicata dalla stampa locale

“Non vorremmo impiegare il tempo tolto alle attività di governo nel rispondere a quanto, attraverso gli organi di stampa locale, viene pubblicato non del tutto corretto e fuorviante, non vorremmo aver letto dati che, in alcuni casi, sembrerebbero soggetti al decreto legislativo 196/2003 sulla privacy, ma ci corre l’obbligo di rispondere ad accuse e imprecisioni che emergono dalla pubblicazione di una missiva dell’avvocato Angela Rizzo, responsabile dell’ufficio legale di questo Ente sino al 31 dicembre 2014, missiva che sappiamo essere stata fornita alla stampa con i nomi completi dei coinvolti nei giudizi, nomi che giustamente i giornalisti hanno omesso”.

Inizia così la replica del sindaco di Bagheria Patrizio Cinque agli articoli pubblicati dal notiziario on line BagheriaNews e dal blog Il fatto Bagherese nel quale si considerano discutibili le procedure per la selezione di un avvocato che si occupi di supportare l’ufficio Legale del Comune per il solo patrocinio giudiziale.

Il sindaco di Bagheria Patrizio Cinque

Il sindaco di Bagheria Patrizio Cinque

In ordine alla questione delle disposizioni applicabili in materia di pubblicità all’avviso pubblico per la selezione di un avvocato l’amministrazione tiene e a precisare che non ha violato alcuna norma relativa alla procedura e/o alla pubblicità. Nessuna restrizione é stata effettuata in merito alla partecipazione, se non quella di essere avvocato cassazionista e di non avere giudizi contro l’Ente. Ed in quanto alla pubblicità è stato pubblicato all’albo, trasmesso a tutta la stampa mediante comunicato stampa, pubblicato sui principali social network.

La procedura é dunque pienamente aperta, e consentirà di selezionare il candidato migliore, attraverso il confronto dei curricula, e attraverso l’esternazione della motivazione che renda chiara a tutti la ragione della decisione e la sua congruenza. Per meglio esplicitare, tecnicamente, quanto qui rappresentato segue una nota tecnica con riferimenti normativi ed esempi giurisprudenziali.

“Mai l’Ente ha pensato di poter addebitare all’avvocato Rizzo responsabilità per il mancato adempimento di attività difensiva dopo la scadenza del suo contratto, cosa che le anche stata comunicata – aggiunge il sindaco Cinque – ed è ancora incomprensibile per noi come mai l’avvocato non abbia accettato la proposta di un incarico per proseguire la difesa del Comune nei giudizi in cui é costituita. L’unico obbligo per lei, come da procedura, sarebbe stato quello di fare richiesta di trasferimento dall’albo speciale all’albo ordinario degli avvocati, unico modo per poterle conferire l’incarico; condizione posta dalla legge professionale degli avvocati. In qualsiasi momento l’avvocato Rizzo sarebbe potuta rientrare nell’albo speciale, laddove dovesse essere sbloccato il rinnovo del suo rapporto di lavoro”.

L’amministrazione infatti tiene a precisare che: “cessato il rapporto di impiego della Rizzo al 31/12/2014, la stessa non poteva più patrocinare per il Comune, e nemmeno poteva rimanere iscritta nell’elenco speciale degli avvocati. Dunque l’Amministrazione non aveva alternative all’affidamento di alcuni incarichi urgenti ad un avvocato esterno, con tutte le eventuali disfunzioni che questo può comportare.

ufficio stampa

Segue la nota esplicativa sulla correttezza delle procedure di selezione

La COMUNICAZIONE INTERPRETATIVA DELLA COMMISSIONE UE (pubblicata nella Guce dell’1 8 2006) avente ad oggetto il diritto comunitario applicabile alle aggiudicazioni di appalti non o solo parzialmente disciplinate dalle direttive «appalti pubblici» chiarisce che forme di pubblicità ulteriore alla diffusione nel sito internet dell’Ente (come per esempio, annunci su quotidiani o annunci in Gazzetta Ufficiale) sono richieste solo per appalti di valore superiore alla soglia comunitaria. L’appalto in questione é inferiore non solo (e largamente) alla soglia comunitaria ma anche a quella stabilita per l’affidamento in economia (euro 40000). In tal senso, in base all’art. 125 del Codice Appalti, per servizi inferiori a quarantamila euro è consentito addirittura l’affidamento diretto da parte del responsabile del procedimento.

I servizi legali poi sono esentati dall’art. 27 del Codice degli appalti dalla applicazione di tutte le disposizioni dello stesso Codice tranne pochissime. Tra queste, la regola per cui l’affidamento deve essere preceduto da invito ad almeno cinque concorrenti e la regola per cui la procedura deve essere gestita come un procedimento amministrativo. Ne deriva che l’avviso pubblico che consente a chiunque di presentare la propria candidatura va al di là dei 5 inviti ad altrettanti avvocati; e l’onere di motivazione che dovrà essere congruamente applicato da parte dell’Amministrazione nella individuazione selettiva del soggetto da incaricare, assolve l’esigenza di rispettare il principio fondamentale di ogni procedimento amministrativo (motivare la scelta compiuta).

Ancora: le poche sentenze della Giustizia Amministrativa che si sono occupate di casi simili hanno stabilito i seguenti principi:

a) Tar Calabria n. 330/07 e Tar Puglia, n. 5053/06 hanno ritenuto che la procedura finalizzata all’aggiudicazione di un appalto di servizi anche sotto la soglia comunitaria è soggetta, in fase di individuazione del contraente privato, a regole comunitarie quali la trasparenza, la non discriminazione e la pubblicità della procedura, con il conseguente obbligo per le stazioni appaltanti di osservare procedure di evidenza pubblica e di esternare adeguatamente, nel rispetto del principio di trasparenza, le ragioni sottese alla scelta dell’affidatario. La scelta del contraente deve, pertanto, scaturire da una valutazione comparativa dei curricula presentati dai candidati, il cui iter logico deve essere palesato per il tramite della motivazione del provvedimento conclusivo (Tar Calabria n. 330/07; cfr. anche Tar Calabria n. 15430/2006; Cons. Stato n. 3206/2002; Cons. Stato n. 1339/2001).

b) Secondo il Consiglio di Stato (sentenza n. 2730/2012) l’affidamento di servizi legali è configurabile allorquando l’oggetto del servizio non si esaurisca nel patrocinio legale a favore dell’Ente, ma si configuri quale modalità organizzativa di un servizio, affidato a professionisti esterni, più complesso e articolato, che può anche comprendere la difesa giudiziale ma in essa non si esaurisce

c) la Determinazione n. 4 del 7 luglio 2011, dell’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori,. Servizi e Forniture concorda con il Consiglio di Stato

d) la Corte dei Conti – sez. Controllo per la Basilicata Deliberazione n. 19/2009/PAR ha affermato che la prestazione di patrocinio legale per la difesa giudiziale dell’Ente non può essere ricondotta nell’ambito delle competenze istituzionali attribuite all’ente stesso dall’ordinamento, né (soprattutto per le ipotesi di incarichi episodici) possa costituire obiettivo o progetto specifico e determinato, come richiesto dalla norma. Ne deriva la inapplicabilità del dovere di effettuare una procedura competitiva ai sensi dell’art. 7 del D. Lvo 165/2001. E questo perché la difesa giudiziale rappresenta l’esercizio di un diritto-dovere mediante il quale affermare, di regola, la rispondenza degli atti (negoziali e provvedimentali), attraverso i quali si estrinseca l’attività funzionalizzata dell’ente, ai paradigmi di liceità e legittimità fissati dalla norma, che quel potere attribuisce.

Per lo stesso motivo il mero patrocinio legale non é equiparabile al contratto di collaborazione autonoma, al quale fa riferimento l’art. 46, comma 2, del D.L. n. 112/2008, tale essendo quello riferibile alle attività istituzionali stabilite dalla legge o dall’apposito programma, approvato dal Consiglio dell’Ente ai sensi dell’art. 42, comma 2, del T.U.E.L.. Altra cosa, invece, (con riguardo alla riferibilità alle attività istituzionali dell’Ente e alla programmabilità) è il conferimento di incarico per prestazioni che prevedano, oltre al patrocinio legale delle vertenze che sorgeranno entro un arco di tempo determinato, anche l’attività di consulenza legale a favore dell’Ente. E il Comune di Bagheria non ha affidato alcun incarico di consulenza legale.

e) Tar Campania sentenza n. 1383/2014 ha chiarito che l’affidamento di servizi legali è configurabile allorquando l’oggetto del servizio non si esaurisce nel patrocinio legale a favore dell’Ente, ma si configura quale modalità organizzativa di un servizio, affidato a professionisti esterni, più complesso e articolato, che può anche comprendere la difesa giudiziale ma in essa non si esaurisce. L’avviso del Comune ha ad oggetto solo la difesa giudiziale e nient’altro.

  

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