Panorama di Bagheria
Vincenzo Lo Meo

La risposta del sindaco Vincenzo Lo Meo alla mozione di sfiducia

Pubblichiamo di seguito il testo della risposta del sindaco di Bagheria, Vincenzo Lo Meo, alla mozione di sfiducia, appena letta nell’odierna seduta del Consiglio comunale.

Cari Cittadini, egregi Consiglieri,

desidero essere pratico e diretto, come è nel mio stile che qualcuno mi rimprovera, ma alla città non servono giri di parole e voglio subito riportare la discussione su quanto è contenuto nell’Atto di sfiducia che è stato presentato dal alcuni consiglieri ed oggi in discussione.

Un atto che già nella presentazione desta molte perplessità: frutto della premura di presentarlo? un copia-incolla di altri atti? Resta il fatto che i punti inseriti, quelli che io dovrei analizzare per dare risposte, sono molto “salterini”

Voglio ricordare altresi, che non è affatto “doveroso”,  cosi come invece dicono i Consiglieri firmatari nell’Atto presentato, evidenziare le mie mancanze politico-amministrative. Ricordo che è un assoluto obbligo. Non si presenta una Mozione di Sfiducia per motivi ELETTORALI che sono i veri motivi che animano questo atto.

L’atto di sfiducia nei miei confronti inizia con questo punto: “non ha raggiunto gli obiettivi programmatici del suo programma elettorale”.

Già questo sarebbe in grado di far COMPRENDERE  tutto.

Di quali obiettivi si parla? Questa è la domanda principale. Perché gli obiettivi da me indicati e sottoscritti dai partiti politici e dalle liste civiche che hanno accompagnato la mia elezione,  erano obiettivi di legislatura, in un arco di 5 anni, e non obiettivi cronologici. Oggi quali non avrei raggiunto?

Questa è la dimostrazione di come nella premura di volere sfruttare il momento emozionale,  si sia voluto calcare la mano in un documento che doveva essere di assoluto carattere POLITICO, ma che ha poco di politico e molto di personale, ha un solo obiettivo a prescindere: allontanare e far smettere di lavorare per questa città Lo Meo e la sua amministrazione.

Io ritengo che  la città ha il diritto che le si spieghi punto per punto questo documento, e mi scuso se sarò lungo, ma è necessario.

Andiamo per ordine. Il mio programma (che è scaricabile dal sito istituzionale) prevede alcuni macro argomenti. Di questi dobbiamo discutere e di questi dovevate parlare cari Consiglieri per potermi legittimamente sfiduciare.

Igiene, Rifiuti, Acqua. Questo era uno dei temi principali del programma. Voglio ricordare  che io sono stato l’unico candidato sindaco che aveva inserito nel programma la voce sul costo che avremmo pagato come cittadini della vicenda COINRES. Scrivevo  (potete verificarlo): “Uscire dall’esperienza COINRES non sarà facile e comunque sconteremo per anni il pagamento dei debiti contratti e l’aumento vertiginoso dei costi” … chi dice che non abbiamo detto che la TARSU andava aumentata nega l’evidenza, era nero su bianco.

Tutta la politica bagherese e tutti i candidati nel 2011 sapevano del problema TARSU. Lo sapevano sin dal 2009, quando il Bilancio del Comune si chiuse con un chiaro deficit strutturale, che infatti viene confermato nel 2010. Essere Enti strutturalmente deficitari significa andare incontro ad alcuni obblighi. Equilibrare costi e tassa sui rifiuti è uno di questi.

Noi lo avevamo scritto nel  programma,  e solo noi lo abbiamo detto sinceramente.

Il fatto che il Consiglio Comunale non abbia votato l’aumento dell’aliquota, cari cittadini, vi da la cifra della incapacità di una certa politica bagherese di prendersi le responsabilità delle scelte “naturali” e obbligate che rappresentano  il ruolo che qui dentro si è chiamati a  svolgere.

Non so se ricordate la pubblicità “ti piace vincere facile …” dove centinaia e centinaia di giocatori vanno incontro, in un campo di calcio,  al portiere costretto a giocare da solo contro tutti.

 Fare politica con bilanci senza limiti, contributi a pioggia … e l’ultimo paga per tutti;  è facilissimo. I guai sono quando bisogna metterci la faccia ed anche l’incolumità fisica certe volte nel prendere scelte che nulla hanno di “politico” ma sono solo di fatto un obbligo amministrativo.

 Quindi è come se i Consiglieri Comunali mi accusassero di avere eseguito quanto la legge impone, alzare la tassa in relazione al costo. Questo per voi è una colpa politica?

 Su questo fronte le scelte amministrative sono state nette e decise, anche a costo di rischiare attacchi fisici alla mia persona, cosa avvenuta con puntualità  e che è diventata anche motivo di sberleffo nei miei confronti per qualcuno.

Nessun senso di solidarietà civile, oltre le consuete parole scritte nei comunicati stampa, con i quali avete fatto politica in questi mesi. Chiunque può testimoniare, anche qui voi Consiglieri lo potete testimoniare,  che in questi 30 mesi di amministrazione, solo una volta  abbiamo vissuto una qualche crisi rifiuti. Prima di me, c’era una crisi al mese. Ricordate questo dato. Ripeto alzando la voce cosi il DP mi sente, PRIMA DI ME, sui rifiuti, C’ERA UNA CRISI AL MESE.

Ma circostanziamo i fatti.

 La problematica dei rifiuti era ed è nell’agenda politica di questa amministrazione una delle priorità, forse la prima fra tutte.

Probabilmente i traguardi e gli obiettvi che c’eravamo imposti erano troppo ambiziosi rispetto alla grave situazione del servizio ereditata dalla precedente amministrazione, forse i risultati raggiunti possono apparire modesti, ma non per questo significativi ed importanti.

Spesso quando si raggiungono certi risultati questi si danno per scontati e se ne fissano immediatamente di nuovi e maggiori da raggiungere e non riuscire a farlo dà la percezione del fallimento e forse ciò è giusto, ma sarebbe profondamente ingiusto non riconoscere ciò che invece si è fatto.

La memoria spesso è fallace o labile sembrano ormai ricordi lontani quando i rifiuti i addirittura non venivano completamente rimossi, quando in questa città  si viveva in costante emergenza rifiuti. Ripeto, ogni mese a causa dei ritardi nei pagamenti al personale Co.In.R.E.S. il servizio veniva interrotto e montagne di rifiuti si accatastavano in città per poi essere costretti ad intervenire con mezzi straordinari per ripristinare un minimo di decoro con notevoli aggravi per le casse comunali. Questo avveniva mese per mese. Oggi senza timore di smentita tale disagio alla cittadinanza è stato eliminato, il servizio seppure non ottimale viene garantito tenuto conto del  fatto di dovere affrontare il non indifferente costo sul piano organizzativo-logistico ed economico di trasferire i rifiuti a ben 200 Km di distanza, a Catania mentre nella passata amministrazione l’impianto disponibile era quello della vicina  Bellolampo aperto 24 h su 24 h.

 

Oggi, quello di Catania, chiude invece  alle ore 16,45. Basta un guasto in autostrada, una foratura o la spaccatura di un pneumatico per crearsi un disservizio pari a 13000-15000 kg di rifiuti con disagi per interi quartieri della città. Sono queste sfide difficili per chiunque ma che questa amministrazione ha affrontato silenziosamente, senza piagnistei e con operosità per non fare vivere disagi alla cittadinanza. Certo, di tanto in tanto qualche disservizio può crearsi ma ciò è del tutto comprensibile stante la situazione testè descritta

 Pur nei momenti più critici anche finanziariamente, la precedenza è stata quella di garantire la raccolta dei rifiuti. Non siamo arrivati alla chiusura delle scuole, per gravi disagi sanitari, come è avvenuto nel recente passato.

 Abbiamo presentato ben due progetti presso La Direzione Energia e Gas dell’Assessorato, per avviare progetti pilota per la Raccolta differenziata, progetti che hanno avuto nulla osta tecnico ma si sono persi nei meandri e nei ritardi regionali, perché anche Mamma Regione ha il suo bel problema finanziario.  Non voglio, non mi piace e non sono solito ribaltare responsabilità su altri, ma qui sono presenti rappresentati di Partiti Politici che sono nel governo regionale presente e passato. Loro dovrebbero dirci cosa hanno fatto in questi mesi per accompagnare questa progettualità. Il PD che è stato nella mia Giunta per circa un anno, con due assessori di peso, ricordo LLPP e Servizi Sociali, può dare risposte sulla inconcludenza della governance regionale su  argomenti come RIFIUTI ed ACQUA. Due materie che da diverso tempo non sono più gestite  a livello locale, nè tanto meno in sede di  ambiti  territoriali, una delle scelte più fallimentari della storia della Sicilia. Ma sono argomenti di rilievo regionale. Ricordate la discarica di Siculiana, imposta, che comportava un costo di circa 70€/tonnellata ed oggi invece c’è Catania, sempre scelta obbligata ed imposta, con un costo di 140€/tonnellata. Sui rifiuti abbiamo fatto più noi in 30 mesi che le altre amministrazioni in anni ed anni.

 Questo Consiglio Comunale sia all‘interno di questa aula e spesso anche attraverso una populistica quanto facile propaganda all’esterno di essa, ha condannato questa amministrazione di essere responsabile del raddoppio della tassa sui rifiuti. Mi chiedo quale amministrazione, anche la più scadente ed insipiente possa trovare giovamento da una simile operazione sicuramente impopolare e percepita come una catastrofe per i propri concittadini in un momento, tra l’altro, di grave crisi economica e sociale che sta attraversando tutta la nazione e la nostra città in particolare?

 Queste sono scelte difficili ed amare per chi come me ama il proprio paese ed i propri concittadini, ma ciò è stato inevitabile.

 Negli anni passati ed in particolare dal 2005 in poi, frutto di una complicitàirresponabilesul piano finanziario, tra organi gestionali del Consorzio ( presidente, direttore generale, C.d.A.) e la maggior parte dei sindaci del tempo di questo comprensorio, si assumeva sconsideratamente personale promettendo invano posti di lavoro a tempo indeterminato e ciò oltre che essere vergognoso e scandaloso sul piano dell’efficienza e con finalità unicamente clientelari, non ci si curava minimamente di provvedere alla copertura finanziaria. Per anni spese sconsiderate, costose quanto inutili consulenze ed incarichi professionali, una raccolta fondata unicamente sui noli a caldo senza mai programmare alcun acquisto, reclutamento di autisti senza patente e quelli abilitati costretti a fare gli accompagnatori del Presidente del consorzio giacchè non vi erano a causa dei noli a caldo (nolo con autista) nessun automezzo da condurre. Appalti senza gare, continue violazioni di legge in materia contrattuale e contabile, nessuna redazione di bilanci ciò fatto ad arte, dolosamente, per nascondere la realtà. Mentre il Consorzio spendeva cento, nella migliore delle ipotesi incassava cinquanta dai comuni soci. Vi era una sostanziale complicità una “strizzatina d’occhio” tra Organi gestionali del Consorzio e sindaci. Non si redigono i bilanci così non viene a galla la verità finanziaria, i Sindaci non sono costretti ad aumentare la TARSU e così siamo tutti felici e contenti, tranne però a scoprire che in soli tre anni questo gioco è costato solo per il Comune di Bagheria c.ca 12.000.000,00 di euro. Ma che importa ci saràmamma Regione a pagare!o saranno problemi del nuovo Sindaco che avrà la sventura di ereditare e gestire questo fallimento.

 Costo dei rifiuti dal 2009 ad oggi

2009 > 6.094.000

2010> 12.000.000

2011 > 10.400.000

2012 >  9.300.000

2013 > 7.895.000

Questa situazione già denunciata da questa amministrazione è all’attenzione degli inquirenti su indagini delegate dalla Procura interessata.

  Nell’anno 2010  quando il comune fu chiamato a gestire dopo le emergenze cretesi tra la fine del 2009 ed i primi del 2010, i  conti effettivi della gestione della raccolta dei rifiuti ammontavano a c.ca 12.500.000,00 euro, mentre l’anno prima, nel 2009, il costo appostato in bilancio era stato di 6.000.000  e nel 2008  di 4.800.000 Euro.

 Mentre quindi si consumavano questi disastri finanziari (anni 2007-2008-2009 e 2010) molti dei consiglieri oggi firmatari di una sfiducia che chiede a questa amministrazione conto del disastro Co.In.R.E.S.  causa prima del dissesto di quest’ente, dov’erano? Costoro con ruoli e responsabilità differenti ma non per questo meno incidenti sul piano delle responsabilità di questo sfascio poiché essi  se erano all’opposizione mai è stata posta la giusta attenzione a questa problematica magari chiedendo semplicemente conto dei bilanci  co.in.r.e.s.  sia di previsione che consuntivi omessi e mai allegati  ai bilanci comunali; o magari costituendo una commissione ispettiva che indagasse sulla scandalosa politica delle assunzioni illegittime del personale consortile causa prima dello sfascio Co.In.R.E.S..

 Altri consiglieri di maggioranza invece tacquero per ovvia opportunità d’appartenenza politica. Altri ancora ostentando oggi estranietà e purezza hanno avuto un ruolo attivo nel governo precedente con la carica di Assessori ai Lavori Pubblici, ma trovavano quale scriminante al loro silenzio e al loro disinteressamento rispetto a tale problematica la solita scusa che la gestione dei rifiuti era una materia in mano al Sindaco e che loro non c’entravano nulla. Come se questa affermazione da parte di un assessore di una giunta fosse sul piano della dignità e del decoro politico pensabile o accettabile. Quindi tranne pochi tra i consiglieri firmatari di questa mozione nessuno è titolato ad ergersi a giudice del sottoscritto. Si è stati zitti perchè conveniva. L’opposizione avrebbe dovuto attenzionare il problema delle assunzioni e stante che molti dei lavoratori consortili sono pregiudicati, violenti e facinorosi si temeva per la propria incolumità, per quella dei propri familiari, per i propri beni e dunque il silenzio ha regnato sovrano.

 Differentemente, il sottoscritto ha denunciato alla Procura della Repubblica di Termini Imerese nel gennaio del 2012 i fatti penalmente rilevanti consumati nella gestione co.In.R.E.S.  dal 2006 in poi ed in atto sono in corso le indagini delegate dalla Procura e denunciato i danni erariali conseguenti alla Procura della Corte dei Conti con due denunce entrambe nel 2013.

 Potrà ciò apparire poco o forse inefficace ma è l’unico strumento legittimo capace di rendere giustizia ad  una amministrazione e ad una città dissanguata da una gestione a dir poco allegra e disinvolta che ha procurato i danni ormai a tutti noti.

La mia amministrazione è la prima che adisce all’autorità giudiziaria ed ha il coraggio di denunciare nelle sedi competenti i reati e responsabilità. Cosa questa mai accaduta prima. Nel passato si è preferito più comodamente non denunciare, non esporsi e mettere la testa sotto terra come gli struzzi.

 A differenza che in passato non abbiamo poi mai pagato acriticamente le quote fatturate dal consorzio ma abbiamo svolto una sistematica opera di contestazione di questi costi.

Abbiamo proposto (siamo stati i primi anche in questo) ricorso al TAR Sicilia opposto alla nomina del Commissario ad acta finalizzato al prelievo forzoso delle somme ritenute dovute dal Consorzio contestando non solo la legittimità della nomina ma confutando la legittimità delle somme richieste. Il TAR ha accolto il ricorso approvando anche nel merito le eccezioni sollevate da questa amministrazione impedendo di fatto il ripetersi del tentativo di prelevare coattivamente somme non dovute e costituendo un precedente anche nel merito delle legittimità delle spese sino ad oggi contabilizzate dal consorzio ai comuni soci.

Prima di questa amministrazione, nel passato ci si  limitava ad autorizzare, senza alcuna contestazione, le somme di volta in volta intimate dal Consorzio i prelievi mediante le anticipazioni sui trasferimenti regionali a questo comune, contribuendo ad aggravare la situazione già critica di questo ente per la mancata entrata.

Sulla questione del personale sono stati censurati tutti i comportamenti irregolari compiuti dai vari Organi gestionali del consorzio. Si è stati determinanti nel licenziamento dell’ex Direttore generale ed ex sindaco di Bolognetta, Riccardo Incagnone, il principale dei protagonisti ed artefici del disastro del Co.in.r.e.s., contrariamente questi invece godeva della fiducia e del consenso della passata amministrazione.

 Si è proceduto al licenziamento dei due commissari liquidatori che pur essendo degli abili professionisti in materia fiscale e contabile si erano dimostrati inetti ed inerti rispetto alla problematica, sempre attuale ed emergente, del personale presente nel Consorzio ed illegittimamente assunto e promosso.

 Si è sostenuto un confronto duro ed acceso con gli Organi del Consorzio e con l’amministrazione regionale sulla questione del personale assunto a tempo determinato (c.d. ex Temporary) che risultava essere stato reclutato al di fuori della dotazione organica del consorzio e quindi qualificato come danno erariale per la Corte dei Conti. Questa battaglia ha portato al doloroso licenziamento di 26 lavoratori nostri concittadini che tra l’altro rappresentavano una risorsa professionalmente importante per il servizio ma che andava, per rispetto del principio di legalità, perseguito. Questa amministrazione, tuttavia (l’unica dei 21 comuni coinvolti) non ha abbondonato questi lavoratori al loro destino, ma sta perseguendo un percorso per il recupero di questa forza lavoro attraverso un processo che, grazie anche ad un accordo quadro stipulatosi lo scorso agosto 2013  presso il dipartimento Regionale Acque e Rifiuti, consentirà il transito alle ditte aggiudicatarie degli appalti di raccolta dei rifiuti oltre che il personale degli ex ATO a tempo indeterminato anche quello a tempo determinato (ex Temporary)

 L’attenzione alla gestione del personale in questi ultimi due anni è stata costante e puntuale. Sono stati denunciati comportamenti penalmente rilevanti  da parte del personale consortile alle forze dell’ordine ed all’A.G. e molte indagini sono in atto in corso. La giustizia è lenta ma poi arriva. Si è collaborato per mesi con i carabinieri per sventare i furti di carburante a danno di quest’ente che ha portato al recente licenziamento di due dipendenti  Coinres di Bagheria.

 Tutto questo è chiaro a Voi Consiglieri, specialmente a voi nuovi di questo Consiglio. Avete le idee chiare su quello che è successo qui dal 2007 al 2010?

 Al PD voglio ricordare altresì,  in questi giorni già entrato in campagna elettorale, che avendo sottoscritto il mio programma, sapeva già della possibilità di aumentare la TARSU, lo dicevamo a chiare lettere sin da subito.

Cari amici del PD lo avevate letto il mio programma prima di sottoscriverlo? Oppure avete letto questa Mozione di sfiducia prima di sottoscriverla?

 A me il dubbio sorge!

 Invece oggi si fa finta di niente, addirittura nell’atto di sfiducia  si dice che “non ho portato seri miglioramenti nella gestione del servizio raccolta rifiuti solidi urbani, non riuscendo ad oggi ad attivare un servizio di raccolta differenziata” .

Delle due, una è quella giusta:

  • o avete sottoscritto la Mozione di Sfiducia  accecati da un feroce astio personale nei miei confronti;
  • oppure, negli ultimi 30 mesi siete stati assenti dalla città, avete vissuto fuori Bagheria e certamente in posti dove non avevate il minimo accesso ad internet; diversamente avreste compreso che il raggio di azioni del singolo Comune è minimo in questo settore. Lo è ancora di più nel territorio del COINRES.

Oggi che il percorso si sta definendo, con il bando del servizio, oggi che si chiude un obiettivo della mia amministrazione, mi accusate di non avere raggiunto gli obiettivi programmatici. Cosa da non credere!

 Noi dicevamo nel programma, che avremmo avviato “campagne di formazione ambientale” per la differenziata e questo è stato fatto, anche se per poco tempo e con pochi strumenti finanziari (esistono foto, comunicati stampa, una  intervista alla RAI3 regionale,  incontri in alcune zone della città ed in alcune scuole,  ad Aspra,  in cui abbiamo coinvolto una azienda locale e la  sua OASI ECOLOGICA per spiegare come si poteva fare differenziata e cosa poteva comportare in termini di risparmio? Un contributo dell’azienda gratuito che qualcuno ha pure criticato, ovvero ha giudicato con la consueta dose di dietrologia tipica di molti firmatari di questa sfiducia, un contributo da parte di cittadini esperti che spiegavano a tutti come fare compost! Era il 2011.

Per una raccolta differenziata seria e significativa occorrono notoriamente due fattori: una programmazione di medio-lungo periodo del servizio e gli investimenti.

Il primo fattore che condizionava il realizzarsi del secondo  non era, sino allo scorso anno, nella disponibilità di quest’ente giacchè la normativa vigente L.R. 9/2010 e s.m.i.  impediva che la gestione del ciclo dei rifiuti potesse essere in capo ai comuni. Dal marzo del 2010 questo comune ha gestito solo parzialmente ed in emergenza tale problematica a  causa dell’abdicazione da parte del consorzio, ma mai avendo effettivamente e giuridicamente i poteri per tale gestione. Solo lo scorso anno, dopo la presa d’atto dell’amministrazione regionale, del sostanziale fallimento della L.R. 9/2010 e delle c.d. SRR si è ripensata la legge regionale integrandola con la L.R. 3/2013 che consente ai comuni in forma singola o associata di gestire la parte più significativa del ciclo dei rifiuti ossia quella dello spazzamento, raccolta e trasporto. 

 

La novellata norma, conferendo ai comuni i poteri necessari, consente finalmente di potere programmare e dunque investire sul servizio di raccolta nel medio-lungo perido renderà possibile il raggiungimento di risultati significativi di raccolta differenziata e comunque in linea con le percentuali normativamente prescritte.

 Il nostro comune è stato fra i primi in Sicilia a redigere un piano di ARO (ambito di Raccolta Ottimale) ed  ottenerne l’approvazione dal Dipartimento Regionale Acque e Rifiuti con d.d.g. n. 2023/2013.

Immediatamente dopo (due mesi) si è avviata con successo la concertazione prescritta nel citato Accordo Quadro dell’agosto 2013 con le OO.SS. per disciplinare le modalità di trasferimento del personale dall’ex ATO ormai cessato nelle sue funzioni lo scorso 30 settembre, alle ditte che si aggiudicheranno l’appalto di raccolta dei rifiuti in città per i prossimi cinque anni.

 Abbiamo già avviato le procedure di gara per partire con un appalto di raccolta riservato ad una porzione significativa della città che persegua tutte le finalità di raccolta differenziata previste nel piano d’ARO. Una raccolta differenziata di tipo domiciliare e domestica e presso tutti gli esercenti.

Il 21 marzo, proprio oggi, si celebra la gara ed auspichiamo di essere operativi dopo una breve campagna di formazione ed informazione (alla cittadinanza interessata in fase di start up) entro la prima quindicina di aprile p.v.

 Il prossimo mese di aprile andrà in pubblicazione la gara prevista nel piano d’ARO  per i prossimi cinque anni.

 Entro l’anno tutto il personale dell’ex Co.In.R.E.S. transiterà nella ditta che si aggiudicherà l’appalto e questo comune varerà la fuoriuscita dal Consorzio mettendo definitivamente la parola fine al Co.I.N.R.E.S. .

Attualmente la raccolta differenziata che viene garantita è quella di carta e cartone presso gli esercenti e quella dei rifiuti ingombranti domiciliare, raggiungendo la modesta percentuale del 5%. Contiamo già a partire dal prossimo mese di aprile di raggiungere il 45% ed entro l’anno il 55%.

 Altro aspetto che avete sempre ripreso in questi mesi e contestato anche a mezzo stampa

 Tra gli altri obiettivi programmatici erano compresi   EDILIZIA E LAVORI PUBBLICI.

Conoscete tutti la storia del  PRG? Vivete tutti a Bagheria cari Consiglieri.

Politicamente anche a livello Regionale o Nazionale,  su un fatto unico nella storia dell’Italia repubblicana,  la bocciatura dopo 10 anni di un PRG che ha prodotto effetti, nessuno dei partiti presenti in questo Consiglio Comunale ha alzato un argine. Ricordo che non era l’Amministrazione, ma tutto il territorio bagherese che si è trovato indifeso. Un vuoto normativo che ci ha portato indietro di 40 anni e che per alcuni pare sia stata, ancora una volta tutta negligenza dell’Amministrazione Lo Meo.

Abbiamo ritenuto di non modificare le  Direttive PRG  del precedente Consiglio Comunale per accelerare la definizione del nuovo PRG. Una rivisitazione avrebbe comportato un ritardo di almeno un anno e l’innesco di dinamiche non facilmente controllabili per via degli “appettiti” che ciò avrebbe determinato. E lo abbiamo fatto nonostante una parte dello schieramento politico che mi aveva sostenuto lo chiedesse.

 Abbiamo voluto così tutelare con forte determinazione il territorio dall’assalto che si sarebbe realizzato e l’ho fatto in assoluta  SOLITUDINE. In questa occasione ho perso alcuni Consiglieri  che mi erano stati vicini in campagna elettorale, perché parte della mia coalizione voleva invece che fossero riviste le direttive.

In Giunta con la Delibera n. 90 del 2012 abbiamo dato incarico all’Ufficio Piano di dare priorità alle redazione del PRG invece che ai piani di lottizzazione. Diversi Progetti di Lottizzazione erano nel frattempo arrivati negli uffici. Ci siamo assunti la responsabilità di privilegiare il Piano regolatore rispetto alle lottizzazioni, con tutto quello che ciò ha comportato in termini di consenso perduto.

 Quindi di cosa parlate, a cosa vi riferite cari Consiglieri quando ricordate il mio Programma Amministrativo?

 Dite voi nell’atto di sfiducia che la mia Amministrazione avrebbe “rallentato il rilancio socio-economico”.

Quando il PRG non esiste e si torna indietro di 40 anni di cosa discutiamo? Discutiamo di un aspetto tecnico-giuridico della pianificazione urbana e di un PRG annullato dopo 10 anni,  che sarà argomento di esami universitari di specializzazione!

 Discutiamo di un settore, quello immobiliare, da sempre colonna portante della nostra economia,  che è tornato indietro, a livello nazionale, di 30 anni per la crisi finanziaria e soprattutto per la mancanza di credito. Oppure anche a livello nazionale la colpa è dell’Amministrazione Lo Meo?

Oppure magari qualcuno pensa, come in questi mesi è stato ripetutamente detto, che riaprendo il Corso Umberto I al traffico veicolare, avremmo risolto il problema economico dell’intera città?

 Ed invece nessuno può negare che, la crisi economica che si sta vivendo è un problema molto più grande del nostro territorio, che andrebbe analizzato con più attenzione ed affrontato scientemente ed in modo innovativo.

 Voglio dire una cosa ai cittadini bagheresi operatori economici, artigiani, imprenditori, commercianti: non pensate che andando via Lo Meo di colpo arriva Harry Potter e con la bacchetta magica riavvii con un solo colpo l’economia.

 Cambiare struttura al sistema socio-economico, individuare settori nuovi e innovativi, avviare azioni concrete di aiuti all’impresa, non sono scelte che possono essere avviate solo a livello locale, occorrono atti nazionali seguiti da processi locali su cui noi possiamo innescare velocità amministrativa, azioni infrastrutturali e supporto nei servizi. 

LE ZFU sono un buon strumento, ne sono esempio e su questo mi pare che l’Amministrazione ha supportato bene quanto il territorio ha programmato e sia nella giusta direzione. Anche il PD mi pare non abbia niente da dire sulla gestione ed avvio delle ZFU. Vero cari amici PIDDINI

 Comprendo le lamentele delle vostre categorie, ma se non si interviene a livello nazionale sul cuneo fiscale e sulla tassazione alle imprese, non ci sarà tanta speranza. Ripeto le ZFU possono fare molto e su questo fronte la nostra Amministrazione non può essere accusata di avere lavorato male, agendo tempestivamente. Ma anche lì occorre stare attenti, spiegare per bene perché in una strada si può applicare ed in un’altra accanto non lo si potrà fare, nessun favoritismo solo applicazione delle norme e regole.

 Oggi tra coloro che chiedono lumi sugli “obiettivi programmatici” lo voglio sottolineare, ci sono esponenti di partito e di liste civiche che nel 2011 quegli obiettivi li hanno sottoscritti.

 Mi viene il dubbio che molti  non abbiano letto il mio programma e siano magari saliti solo sul carro del vincitore che in quel momento era Lo Meo.

I seggi in più che scattavano con l’apparentamento nel ballottaggio, forse facevano annebbiare la vista. Questo è il vero giudizio politico che la città deve conoscere. E’ esclusivamente una questione di opportunità ed opportunismo.

 Era una opportunità salire sul carro di Lo Meo nell’estate del 2011, è oggi, nella primavera del 2014, apparirebbe una opportunità scenderne. Si crede che allontanandosi dalla mia persona, la città si scordi le mancanze della politica in generale.

 Anche l’opinione pubblica sembra commettere questo errore. Tutti i quotidiani locali cartacei e online hanno in questi giorni scritto: “raccolte centinaia di firme per chiedere le dimissioni del Sindaco Lo Meo da parte di una associazione vicina ad un partito e del Movimento 5 Stelle”.

Per fare comprendere meglio quello che intendo dire, voglio ricordare che la raccolta delle firme da parte del M5S è per la richiesta di dimissioni non solo del Sindaco e della Giunta ma dell’intero Consiglio Comunale. Cari Consiglieri il M5S chiede le vostre dimissioni non solo le mie, ma nessun organo di informazione ha messo ben in chiaro questo aspetto.

 Oggi voi puntate su una sfiducia che non ha nulla di politico, quindi delegittimata lo dico a voce alta,  e che non porterà niente di positivo nei confronti della città e dei cittadini. Voi non state agendo per il bene della collettività, ma solo per il vostro egoistico tornaconto. Ma siete veramente certi che la città giudichi negativamente solo Lo Meo e la sua Amministrazione?

  Ritengo che  se deve esserci un rinnovamento della classe dirigente, come avete scritto nell’Atto di sfiducia, abbiate almeno il buon senso di non candidarvi più, tanto meno alla carica di Sindaco, come qualche giornalista ha previsto in questi giorni. Voi Consiglieri, parlo con alcuni di voi in particolare, se dovete dare un senso a questa mozione di sfiducia, dovete sfiducarei voi stessi, fare il vero ed unico atto di responsabilità che necessita a questa città.

 Invece no, accusate la mia Amministrazione di non avere avviato, una seria attività di programmazione per intercettare le risorse sovraccomunali. Lo dite oggi nel 2014.

 Tutti i partiti politici, quindi anche quelli presenti in questo Consiglio Comunale, avevano chiesto al governo Lombardo una accelerazione alla pubblicazione dei bandi europei, era uno dei tempi caldi del 2011.  Oggi Crocetta è accusato di immobilismo, il PD dovrebbe saperlo bene questo, si trovava in entrambi i governi.

 Da oltre 24 mesi non sono pubblicati bandi per progettualità di un certo tenore se non quelli legati a programmazioni locali precedenti, leader, Distretti, etc.

 Abbiamo intercettato il possibile, anche considerando che in applicazione del Codice Vigna, abbiamo dovuto rivedere molto della struttura di  Piazza Indipendenza, dove si progettava quasi tutto in questo Comune. Credetemi, intercettare finanziamenti pubblici, significa progettualità e nella impossibilità di finanziare risorse esterne, tutto dipende dalla capacità delle risorse interne.

  Ma non di meno la nostra Amministrazione ha portato a finanziamento i seguenti progetti:

 1.PON scuole: lavori di ristrutturazione delle scuole Scianna e Cirrincione, progetti approvati), progetti esecutivi presentati per le scuole Bagnera, Pirandello-Guttuso e Carducci;

2. Lavori di realizzazione di un percorso ipovedenti

3. Lavori di consolidamento zona Francesi

4. Ambiente e cittadino: sensibilizzazione ed educazione

5. Giovani Città e Futuro

6. Pronto Soccorso Sociale, ristoro e accoglienza

7. Progetto per la realizzazione di un Centro antiviolenza e casa di accoglienza (L.R. 3/12)

8. Implementazione di un sistema di videosorveglianza, ad uso delle forze di polizia locali, per il contrasto ai reati e al controllo di alcuni punti strategici del territorio di Bagheria: è prevista per lunedi 24 l’aggiudicazione della gara ed entro maggio la consegna dei lavori

.9. Ristrutturazione di due beni confiscati alla mafia

 Abbiamo ereditato una buona progettazione da parte dell’Amministrazione precedente. Questo lo abbiamo detto diverse volte e lo continuiamo a dire. Progettazione che è stata seguita nel possibile e mai persa. Ma nella continuità amministrativa è una cosa normale ereditare gli aspetti positivi, si spera sempre che ce ne siano pochi negativi.. Ma la vostra accusa è ancora una volta strumentale. Quali  risorse non abbiamo colto? Ditelo. E’ mancata invece la materia prima, il bando pubblico, per presentare una progettazione. 

 Faccio un passo indietro.  Ritorno all’accusa che mi fate di avere rallentato il rilancio socio-economico della città. In questa frase c’è tutto il POPULISMO di questa mozione di sfiducia e non c’è nulla di concreto. Avrei addossato la responsabilità ad altri, si dice. Gli altri chi sarebbero? In questi mesi ho parlato di Europa, delle scelte del Governo Berlusconi, delle scelte del Governo Monti e delle sue tasse. Questi sono gli altri a cui io mi sono rivolto. Ma siete in grado di fare una seria ed onesta analisi politica? Perchè non dite chiaramente chi sono questi altri!

 Cari Consiglieri, non comprendo cosa vogliate dire. Datemi un piano preciso, indicatemi i momenti, gli atti,  in cui io avrei rallentato il rilancio socio-economico della città, non siate generici, e sono pronto a prendere in considerazione anche la parola dimissioni. Non è proprio il Consiglio l’organo di programmazione della politica della città?

 La cosa che mi rammarica è che il PD è unanime nel ritenere politicamente forte questa affermazione. Al punto tale da inserirla in una mozione di sfiducia. Forse si sentiva quella famosa mano sinistra che non riesce a sapere cosa fa la mano destra, così come mi si accusa in questo documento? Avrei due mani che non comunicano tra loro.

Io avendo avuto in Giunta esponenti del Partito Democratico, di cui comunque esprimo il massimo apprezzamento personale, affermo che la  mano sinistra voleva comandare su tutte le mie mosse ed io purtroppo sono destrorso. Qualcuno dirà che dicendo queste cose aumento la conflittualità con il Consiglio Comunale?

 Questo è un’altro argomento in discussione in questo Atto. Mi si accusa di avere aumentato la Conflittualità con il Consiglio Comunale e con la Città?

Andiamo ai fatti, perché, Consiglieri, di fatti si deve discutere. Aumentare la conflittualità che cosa vuol dire? Avete qualche dato che indica in città un aumento della conflittualità?  Dei contenziosi tra cittadini? Volete forse dire che i sistematici furti di PC nelle scuole ed in alcune mirate sedi degli Uffici Comunali sono colpa dell’aumento della CONFLITTUALITA’?

 Che intendete con il termine CONFLITTUALITA’ ????

 La luna di miele, devo ricordare, con la città si è chiusa nel momento dell’aumento della TARSU. Una cosa comprensibile. Ma oltre al fatto che era già detto nel mio Programma, c’era in gioco il Bilancio dell’Ente. Non si può amministrare una città come Bagheria senza prendersi queste responsabilità, che certamente minano il clima ed il rapporto con il cittadino. Sapevo di diventare impopolare ma riesco a guardare oltre a sperare nel futuro anche a costo di perdere consenso.

Il  PD non conosceva il mio programma? Non lo ha letto? lo avevamo detto: se necessario, per il bene della città, faremo scelte impopolari. Quindi se queste scelte necessarie, vitali per salvare il Bilancio e la città, hanno aumentato il conflitto, allora dico che è certamente possibile che sia nato questo conflitto.

 Se una parte della città, purtroppo, viveva, e vive ancora oggi, di contributi, sussidi ed assistenza economica, con il taglio ai trasferimenti nazionali e regionali, tutte le amministrazioni locali, sono nella stessa situazione: e allora tutte le amministrazioni locali hanno, o andranno, ad aumentare questa conflittualità.

 Oppure pensate che bocciando per ben due volte, in Consiglio, il regolamento IRPEF siete immuni da responsabilità? Andrete a fare campagna elettorale dicendo che non avete aumentato le tasse? Cari Consiglieri, il dissesto, il riequilibrio, il bilancio, sono argomenti in cui la vostra sovranità è assoluta. L’amministrazione presenta una proposta, ma la vostra non è una presa d’atto, voi dovete modificare, integrare, stravolgere tutto, stravolgere anche il regolamento a suo tempo presentato per ben due volte. Ma non avete fatto nulla di tutto questo, perchè avevate sempre in testa  il Commissariamento per far dichiarare a lui il dissesto. Ma, ricordate, la responsabilità è totalmente vostra e mia come Amministrazione. Avete anche la responsabilità di non avere fatto.

 Voi sapete che per quest’anno il Distretto 39 ha subito un taglio che fa paura solo a ricordarlo? 400 Mila euro invece di 1milione e 4 mila euro. Ricordo, sempre per spirito di verità, che per un anno il PD ha avuto un Assessore ai servizi sociali che potrà testimoniare come la tensione in quegli uffici era all’ordine del giorno e non per sola colpa di questa amministrazione.

 Cosi come, gli Assessori PD,  hanno vissuto al tempo, il nuovo indirizzo che avevamo dato alla gestione del personale. Dico questo perché un altro tema da voi toccato è quello di  avere gestito il personale in modo poco trasparente e chiaro anche nella rideterminazione della pianta organica e dei trasferimenti.

 Qui veramente faccio fatica a capire ciò che affermate. In tema di personale , ripeto MAI,  si è stati così trasparenti. Lo affermate anche nei casi dei trasferimenti. Senza riflettere sul fatto che nel momento in cui si decide un trasferimento, questo per sua natura deve essere portato a conoscenza del soggetto trasferito. Da quel momento cessa il segreto. OVVIO.  Quindi anche volendo, non si può nascondere.

 Io ho sempre ritenuto che la risorsa umana è fondamentale in una struttura organizzativa, anch’io sono risorsa umana nella struttura in cui lavoro.

Voglio ricordare ai Consiglieri ed alla Città, che la legge demanda all’amministrazione la definizione della struttura organizzativa in relazione alle necessità ed obiettivi. Rivede, al ribasso possiamo dire,  anche il ruolo dei  Sindacati.

 Quindi il dubbio che mi viene è: per caso quando i Consiglieri firmatari dicono poco chiaro e trasparente vogliono forse dire … vorremmo saperlo prima?

 Anche questo è un modo di fare politica, qui nel nostro palazzo.

 Noi abbiamo seguito la legge come sempre. Come abbiamo fatto nel lontano dicembre 2011, allorché abbiamo deliberato in una seduta di Giunta alla vigilia di quel Natale, l’unico Atto certo di una Amministrazione bagherese, che da una concreta speranza ai dipendenti contrattisti per la loro prossima STABILIZZAZIONE. Ne parlavano da anni, i partiti, ma solo noi siamo stati in grado di presentare la richiesta di contributo e questo atto del 2011 oggi garantisce questi dipendente precari, 32 persone, 32 famiglie, 32 professionalità acquisite. Questo i Partiti ed i Consiglieri presenti in Aula lo devono ricordare, cosi come sono certo lo ricordano le famiglie dei dipendenti coinvolti.

 Una spesa incomprimibile, come quella del personale, siamo riusciti a fare in poco tempo tagli che certamente non ci anno reso famosi. Scusate questo eufemismo

 Siamo arrivati nell’estate del 2011 ed abbiamo trovato un Organigramma in cui agivano 18 Posizioni Organizzative, 140 responsabili di servizio, turnazioni, reperibilità, straordinari e quant’altro. Abbiamo messo mano nella macchina amministrativa. I sindacati, nella loro normale attività, non sempre ci sono venuti incontro, nelle scelte dettate da necessità obiettive. Ma oggi il personale ha un costo enormemente più in linea con la struttura e nei prossimi mesi ancora molto abbiamo in programma di fare.

 La pesa del personale ha visto questa evoluzione  

   Spesa
2011 > 14.730.128
2012 > 13.455.872
2013 > 12.983.819

Ditemi quale Amministrazione ha mai fatto questi tagli?  E anche qui abbiamo perso necessariamente qualche consenso ma andava fatto. Se questo è motivo di conflitto con i Consiglieri ditelo chiaramente, ci sono forse posizioni di rendita che sono state colpite?

 Riflettete cittadini bagheresi, troppi nemici nella politica, troppi nemici nel Consiglio Comunale, troppi nemici nei Sindacati, troppi nemici dentro la macchina amministrativa. Non potrebbe anche essere che abbiamo cercato di scardinare un Sistema ed il sistema si è ribellato?

  Mi si contesta di non avere presentato la relazione annuale.

Ho presentato la relazione per il primo anno e mezzo (anziché per il primo) ed è quasi completa quella del rimanente periodo.  Ottenere i dati, nonostante i ripetuti solleciti e specialmente dal settore lavori pubblici, quello più importante, non è facile, come sa bene chi conosce l’organizzazione di questo Comune. Ho dato però conto, in modo approfondito, delle cose fate nell’arco dell’anno è mezzo oggetto della relazione  e in ogni occasione dell’operato mio e della Giunta con trasparenza e mai omettendo informazioni anche se mettessero in luce disfunzioni ed errori.

 Mi si contesta altresì di avere violato alcune procedure amministrative, di avere dato alcune autorizzazioni e trasmettere atti al responsabile del servizio Igiene e Sanità Pubblica. La vicenda era stata segnalata dal gruppo dell’Aquilone all’Assessorato Autonomie Locali al quale ho dato conto del mio operato con nota 63416 del 8.10.2013 e nulla è stato eccepito dall’organo amministrativo di rango superiore.

  E’ vero che ho rilasciato autorizzazioni, ma si tratta di pochi casi di occupazione di suolo pubblico, come tutti i Sindaci hanno fatto prima di me. Autorizzazioni che hanno riguardato occupazione temporanea di suolo pubblico (Giostre in Piazza Garibaldi), al fine di creare occasioni di lavoro e sempre dietro pagamento del suolo pubblico.

 Ho pure autorizzato in via provvisoria e nelle more che gli uffici completassero il procedimento , l’occupazione di suolo per montare  un chioschetto di categoria A (vendita di gelati) lungo la litoranea per consentire a un padre di famiglia bagherese, in possesso dei requisiti,  di sfruttare appieno la stagione estiva, trattandosi di attività esclusivamente stagionale, contemporaneamente era stato avviato l’iter per l’autorizzazione da inviare all’ASP al fine di verificare i requisiti igienici e ambientali. Una piccola attività, anche funzionale alla fruizione di quel tratto di costa, il cui provvedimento finale era stato poi emesso dal competente ufficio.

 Ma una delle accuse più strumentali che si fa alla mia Amministrazione, resta quella legata al taglio di alcuni servizi.

 Questa accusa sembra fatta da persone che non conosco quello che si fa.

Abbiamo mantenuto tutti i servizi essenziali, quali l’Assistenza igienico-personale agli studenti disabili e lo stesso trasporto ai disabili ha visto la continuità del servizio. L’Assesore Mineo  entrerà più nel dettaglio.

 Abbiamo mantenuto il servizio l’Asilo Nido con personale interno, oggi per 50 bambini e con tariffe assolutamente in linea con il mercato per l’anno scolastico 2013/2014. Per il prossimo anno avremmo un servizio Asilo Nido per 120 unità, grazie alla integrazione con progettualità PAC senza gravare sul bilancio dell’Ente.

Con la stessa linea di finanziamento è stata ultimata l’ADI (Assistenza Deambulante Integrativa), che ripeto non peserà sul Bilancio Comunale.

 Quali sono questi servizi assistenziali che sono stati tagliati?

 Una classe Politica seria, cari cittadini, invece di fare false promesse, dovrebbe ricordarVi  che oggi le comunità locali sono chiamate a fare delle scelte sulla base di un principio: ogni servizio erogato dovrà essere pagato dalla stessa comunità sotto forma di tassazione diretta/indiretta  o di costo del servizio. Il Comune da Ente a finanza derivata è diventato ente a finanza autonoma ed endogena.

Le soluzioni che i partiti politici dicono di avermi dato, non hanno mai incluso le indicazione precise di una voce di bilancio su cui trovare la copertura.

 Facile dare la disponibilità solo sul FARE e mai sul COME FARE.  Voglio ricordare, le discussioni in Giunta con l’allora Assessore Martorana del PD, in cui si dibatteva della impossibilità di esprimere un qualche indirizzo alla politica sociale in mancanza di una copertura finanziaria diversa da quella della tassazione.  Vi posso garantire, cari cittadini, che non c’è stato nessun minimo supporto costruttivo nel trovare soluzioni, solo strumentalizzazione come è avvenuto durante i giorni di occupazione della sala Giunta da parte dei dipendenti della Cooperativa che gestiva il servizio asilo nido in via Orazio Costantino. Un servizio, ricordo, che costava al bilancio oltre 500mila euro e che non poteva più essere sostenuto.

 I Consiglieri che consigliavano (scusate il gioco di parole) il pugno duro nei confronti dell’Amministrazione, il consigliere Di Stefano,  Gino Di Stefano, era uno dei protagonisti di questo esempio di populismo. Un vero Capo Popolo.  Ricordiamo questi momenti prima di giudicare. Questo per voi è avere aumentato il conflitto?

Mi rivolgo a  voi Consiglieri del PD che avete gestito per circa un anno i servizi sociali, con un Assessore in Giunta, condividendo l’indirizzo che avevamo dato, il solo possibile, che oggi invece definite “indisponibile”.

 Mentre a livello nazionale, per non dire internazionale,  si discute della necessità di un nuovo welfare,  a livello locale che si fa? Si gioca sul populismo, sulla demagogia, criticando il taglio dei servizi, anche quando non è avvenuto, invece sapete benissimo che il problema è il taglio delle risorse finanziarie.

 Ricordate la storia che ci ha visti costretti ad aumentare le rette d’asilo sulla base della qualifica di Ente Strutturalmente Deficitario.

Ci sono documenti che ci obbligavano a questi aumenti nel Febbraio 2011. Tutto era a conoscenza dell’Ufficio preposto,  sin dal bilancio 2010, per cui è presumibile che se si fosse agito con tempestività e progressione nel corso dei due anni successivi, senza aspettare  noi nel mese di  luglio del 2011,  i costi potevano essere rivisti in tempo, ribassati in tempo, le rette potevano essere incrementate progressivamente e non di colpo per come siamo stati costretti a fare.  

 Ma dove trabocca tutto, dove questo documento, da atto di sfiducia Politica, quale deve assolutamente essere, si trasforma in “cieco ed unico obiettivo di azzeramento di Lo Meo” è quando voi accusate di non avere fatto nulla sulla  chiusura del Tribunale di Bagheria.

 La città deve sapere che sul Giudice di Pace non c’è stata nessuna chiusura. E’ e sarà a Bagheria anche nel futuro.

Anche qui si dice una cosa senza senso “nonostante la disponibilità manifestata trasversalmente da tutti i partiti politici”. Che cosa significa … disponibilità? Anche noi eravamo disponibili a trovare una soluzione, senza oneri insopportabili, ovviamente. Siamo andati a Roma con un Consigliere di opposizione, ricordo, per perorare la causa.  Ma non era una scelta che dipendeva da noi.  Fa parte di quella Spending  Review del GOVERNO nazionale,  che ha visto le  chiusure di questi Istituti, anche fortemente simbolici, come lo era il Tribunale per noi. Chiusure  confermate. Nessuno si è salvato.  Oggi anche il Presidente Crocetta ne ha parlato, perorando la causa di due tribunali presenti nella suo territorio originario. Lo ha fato come simbolo di una sua campagna. Anche lui trova le stesse difficoltà nostre.

 Non potete strumentalizzare qualcosa che non è dipeso da noi e neanche da voi Consiglieri.

Perché devo pensare che anche i vostri Partiti Politici non potevano fare nulla, cosi come mi si diceva al tempo, quando personalmente ho chiesto aiuto. Oppure non lo hanno fatto? Ora mi sorge il dubbio. Non lo hanno fatto per avere un’arma contro l’Amministrazione Lo Meo?

 Cari cittadini ponetevi questo dubbio, i partiti politici, il PID, il PD,  potevano fare qualcosa e non lo hanno fatto per mettere all’ombra Lo Meo e la sua Amministrazione? Se fosse veramente così, posso affermare di non avere mai visto un comportamento più cinico di questo, certo non si finisce mai di imparare. Ma non pensavo che si potesse arrivare a tanto.

 Lo stesso dubbio mi sorge anche quando mi si accusa di non aver avviato seriamente misure di risanamento autonomo dell’Ente.  Su questo la città deve saper tutto sino in fondo. Ha il diritto di conoscere, ma è soprattutto la mia Amministrazione che ha il diritto di far conoscere le cose per come sono veramente. Scusate se lo ricordo, ma ritengo che anche tutti voi Consiglieri avete questo diritto, qualcuno ritengo a maggior ragione, perché è nuovo della politica.

 É una menzogna, non solo politica e tecnica, affermare che avremmo potuto avviare misure AUTONOME di risanamento. Con la mole di debiti fuori bilancio e con i tagli ai trasferimenti nazionali e regionali, avvenuti nell’ultimo anno 2013, senza un aiuto esterno, non possiamo risanare nulla. La nostra economia è talmente deficitaria che non abbiamo possibilità di “PAGARE” i debiti che altri hanno fatto in questi ultimi 15 anni.  Solo con uno strumento normativo di livello superiore possiamo rientrare progressivamente dai debiti perseguiti in questi anni. Debiti Fuori Bilancio che sommano cifra spropositate. Debiti dettati da mala gestione, contingenze normative, incapacità professionali e molto altro ancora.

Ma andiamo con ordine

Nel merito della dimensione finanziaria e della politica di bilancio comunale , sia per l’anno in corso che in una prospettiva  di medio/lungo periodo, questa Amministrazione ha affrontato con vigore ed attenzione i rilevanti problemi di natura contabile e finanziaria dell’Ente. A prescindere dalla situazione ereditata dalle passate gestioni , occorre inquadrare la problematica in più complessivo  andamento generale che si caratterizza per una dinamica divergente tra le entrate complessive in calo (sia  a causa principalmente dei tagli ai fondi provenienti dallo Stato, che dalla oggettiva difficoltà di manovre sulle imposte comunali, a fronte della crisi economica e dei redditi tendenzialmente calanti a disposizione delle famiglie ) e la necessità di mantenimento delle spese per garantire il volume dei servizi necessari alla città, in un contesto di progressiva riduzione e razionalizzazione della spesa.

 

La richiamata divergenza tra disponibilità di risorse e domanda sociale ha caratterizzato l’esercizio trascorso e purtroppo continuerà ad interessare almeno il prossimo triennio. Nel nostro caso questa dinamica  è ulteriormente accentuata in quanto il Comune di Bagheria ha affrontato il federalismo con una base di trasferimenti erariali inferiori a causa delle sanzioni del patto di stabilità subite nel 2012 ed anche per l’imprevisto taglio dei trasferimenti regionali.

 

I principali elementi contabili di discontinuità nel 2013 rispetto agli esercizi precedenti  riguardano in particolare l’introduzione generale del nuovo principio di competenza finanziaria  potenziata relativamente all’accertamento delle entrate e all’impegno delle spese, l’introduzione  progressiva dei fondi svalutazione crediti a fronte delle entrate accertate per competenza sulla  base di atti di pagamento notificati, come ad esempio i verbali di contravvenzione al codice della  strada, gli accertamenti tributari di pagamento, gli elenchi di pagamento trasmessi ai cittadini o  ai contribuenti.

 

Fatte queste premesse voglio qui richiamare le principali azioni operate dalla mia amministrazione al fine di conseguire il risanamento di bilancio:

 

  1. 1.      copertura integrale del costo del servizio rsu attraverso l’aumento della Tarsu (con copertura pari al 100%) . Questa scelta impopolare da me operata, di cui ho subito e continuo  a subire le conseguenze in termini di consenso, ha permesso di far cessare il sistematico ricorso ad altre entrate per coprire il costo del servizio e la eliminazione di pratiche contabili che hanno fatto emergere le lacune dei bilanci pregressi, oggi confluite nel censimento dei debiti fuori bilancio nei confronti del Coinres. Io mi vanto di essere il Sindaco che ha combattuto la mala gestio del  Coinres e che ha introdotto le corrette pratiche contabili, finanziarie e gestionali in questo ambito; come già prima estesamente relazionato.
  2. 2.      abbattimento dell’indebitamento pregresso attraverso il ricorso ai benefici di cui al DL 35/2013 per un importo pari ad oltre 7,5 mil di euro che ha ridotto del 70 % il debito certo liquido ed esigibile al 31/12/2012;
  3. Applicazione dell’addizionale IRPEF con l’aumento della aliquota al massimo consentito,  anche questa scelta di cui mi sono assunto tutto il peso delle responsabilità;
  4. 4.      aumento delle tariffe dei servizi a domanda individuale sociali, educativi, sportivi ed economici per recuperare parte dell’aumento dei costi di produzione 2011-2012;
  5. Sviluppo dell’azione di controllo dell’evasione dei tributi e delle tasse comunali e di recupero di basi imponibili non completamente dichiarate, in particolare per l’Ici (immobili e aree fabbricabili) e l’IMU; prosecuzione dello sviluppo della collaborazione con l’Agenzia del territorio per l’interscambio delle informazioni catastali e per un programma mirato di verifica sul corretto classamento di immobili, potenziamento dell’attività di recupero crediti da sanzioni arretrate al codice della strada;
  6. Riorganizzazione dell’offerta dei servizi socio sanitari per la prima infanzia e per le politiche sociali mediante la diversificazione di forme gestionali e ricorso per quanto possibile a personale interno:
  7. Sviluppo di azioni tese al miglioramento dell’efficienza, al miglioramento della produttività del lavoro ed  al contenimento delle spese, attraverso varie azioni sia strutturali, di revisione dei sistemi gestionali e organizzativi di diversi servizi secondo i principi di sussidiarietà e di economicità, contenendo ogni spesa meno essenziale e prioritaria ed in particolare per gli affitti : abbiamo lasciato i locali di Via Mattarella ed azzerato tutti i costi dei locali in precedenza presi in affitto dal Comune e dati alle associazioni con un risparmio annuo di circa 200.000 Euro; pulizie: oggi vengono svolte con il personale interno e prima date in appalto, con un risparmio di circa 140.000 Euro; incarichi e  consulenze : nessuna consulenza a titolo oneroso, eventi specifici, contributi a terzi, energia elettrica : abbiamo rescisso il contratto pluriennale (di nove anni) con una ditta che forniva l’erogazione e la manutenzione perché oneroso rispetto ai servizi prestati e inadempiente rispetto agli obblighi contrattuali. Il nuovo appalto sta facendo risparmiare ogni anno ben 500.000 Euro circa, rispetto ai costi precedenti .

 Spesa corrente al netto del servizio rifiuti

 2010 > 27.993.508

2011 > 27.317.083

2012> 25.589.409

2013> 21.269.491

Mi sento di potere affermare che tutto quello che era possibile fare con azioni di breve periodo per il risanamento è stato fatto.

 Mi rendo conto che l’efficacia di queste azioni è limitata e non può essere paragonata ad azioni di medio lungo periodo che si possono realizzare solamente all’interno di un complessivo piano di riequilibrio pluriennale, che per questa amministrazione rimane l’unica vera strada percorribile per un vero risanamento finanziario.

  All’inizio del mio mandato una buona parte della mia coalizione mi chiedeva con forza che si dichiarasse il dissesto. Io non ho condiviso perché ritenevo e ritengo che i bagheresi mi avevano eletto per amministrare e risanare l’ente e non per cercare responsabilità, affliggere i cittadini e mettere in mobilità il personale.

 Il mio destino politico oggi sarebbe diverso se avessi aderito a tale richiesta e ciò ha pure contribuito ad incrinare i rapporti con molti  che mi avevano sostenuto, interessati solo a vendette nei confronti di chi aveva prima amministrato.

 Ho lottato, anche qui insieme a pochi, per scongiurare ad ogni costo il dissesto, con debole condivisione e spesso con avversione da parte di politici e con scarsissima collaborazione da parte dei dirigenti.

 Avrei dovuto, cosa che mi chiedevano in tanti, di fare emergere subito i debiti pregressi e di farli conoscere tempestivamente alla città. Cosa che ho cercato di fare, scarsamente collaborato dai due assessori al bilancio che avevo nominato.

In una intervista che ho letto in questi giorni alla domanda “quali sono le inadempienze principali del Sindaco”  un Consigliere di opposizione ha risposto in questo modo:

Le inadempienze principali del sindaco sono quelle di non dare i servizi ad una città che li richiede principalmente. L’argomento assistenziale che è stato tagliato, il trasporto dei disabili, l’assistenza igienico-sanitaria per i diversamente abili. Questi servizi, essenziali per una città, sono stati eliminati. (COSA CHE NON E’ VERA) Ormai vediamo una Bagheria immersa dai rifiuti. Non è stato capace di iniziare neppure la raccolta differenziata. E’ stato solo artefice dell’aumentato della TARSU, per giunta in maniera illegittima.”

ed alla successiva domanda “Se la mozione di sfiducia dovesse andare in porto, come sarà lo scenario politico di Bagheria?” la risposta è questa: “Io penso che subito dopo la mozione di sfiducia arriveranno dei commissari, i quali staranno in carica fino al momento della prima tornata utile elettorale, che dovrebbe essere a giugno, anche se ancora gli enti locali non si sono pronunciati per tutte le città siciliane che sono in scadenza naturale e dovrebbero andare a voto e lì andremmo noi ad essere inglobati. Io faccio fede nei cittadini che questa volta dovrebbero scegliere, con accuratezza e in maniera ponderata, un sindaco che dia risposte e che dia serenità a questa città che purtroppo da questi anni a venire l’ha persa”.

 In queste risposte c’è tutto il senso di questa mozione di sfiducia, scusate se lo dico, una mozione di sfiducia con una inconcludenza politica assoluta.

 Questa Mozione  non è un atto politico ma un volantino Elettorale.

Fatto ancora più maldestramente di quello che ho visto in giro firmato PD. Altro grande esempio di politica di un partito che è stato protagonista degli ultimi 15 anni della Amministrazione della città. Voi Consiglieri del PD vi sentite con la coscienza a posto di avere fatto tutto il possibile per risanare le finanze di questo Comune? Questo è il vero dilemma.

 Una incapacità di dare risposte alla città che è soprattutto a capo di voi cari amici Consiglieri. Il taglio dei servizi alle persone non è assolutamente vero, quelli essenziali sono stati garantiti ed anche a costi più bassi del passato.

Inoltre, il futuro a cui si riferisce questo Consigliere qual è? Ovviamente elezioni, un’altro Sindaco, un’altra Amministrazione, un’altro Consiglio Comunale.

 Invece no, cari cittadini, non è cosi, il nostro futuro è un Commissariamento, una dichiarazione di Dissesto, un aumento senza controllo delle tariffe, un assoluto taglio dei servizi, una probabile mobilità del personale comunale ed almeno 5+5 anni di dissesto finanziario e di sofferenza. Questo è il futuro di Bagheria con la sfiducia.

 Quello che serve a Bagheria, invece, è un “Business Plan”. Non c’è altro termine che coglie in pieno il contenuto che deve avere. Un Piano di Riequilibrio finanziario che tenga conto delle categorie deboli della nostra città. Un Piano di Riequilibrio che deve essere Vostro cari Consiglieri. Non è il Sindaco, la Giunta che deve farlo strumento di amministrazione, ma dovete essere voi Consiglieri ad essere proattivi nella realizzazione. Voi dovete farlo applicare.

 Un Business Plan identico a quello che Confindustria ha chiesto a Crocetta la scorsa settimana,  per la nostra Regione, sulla base di un principio semplice: inutile insistere su un programma inapplicabile anche per contingenze economiche impossibili da immaginare a suo tempo, andiamo avanti in modo serio e rivediamo tutto.

 Una richiesta costruttiva che dovrebbe essere presa ad esempio qui a Bagheria ed invece si avvia una mozione di sfiducia su fatti ed atti inconcludenti, smontati punto per punto, che non contengono verità e che sono strumentali ad un solo obiettivo. Distruggere Lo Meo oggi ma anche per il futuro.

 Certo alla Politica fa comodo  avere individuato un capro espiatorio (perchè di questo si tratta)  per tutta la fortissima  rabbia popolare che esiste in  città in questo momento.

Una rabbia popolare che si nutre degli atteggiamenti di una parte della Politica, di una certa Stampa e opinione pubblica. Certo io non sono infallibile, e di errori ne ho commessi, ma credetemi mai in mala fede e li ho commessi perché HO FATTO, ho cercato di fare il più possibile.

Invece, mi sento ferito nella persona quando in questo Atto che ha poco di Politico, lo ripeto,  mi accusate “di non avere avuto la dignità di mettermi in aspettativa dal mio lavoro per essere a disposizione h24 di questa città.”

 Questo non ve lo permetto, non lo permetto a nessuno. La mia  scelta nulla dà e nulla toglie al mio impegno. Ha tolto molto alla mia famiglia, questa è la verità. La mia famiglia potrebbe benissimo sfiduciarmi, ma voi no! Non potete inserire questo argomento, che ha per giunta portato un bel po’ di risparmio nel Bilancio, in un atto di sfiducia che deve essere solo politico.

 Non potete scrivere in una Mozione di Sfiducia, che non ho l’umiltà di essere primo cittadino tra i cittadini, di pormi in ascolto, di compatire i più deboli, gli sconfitti,  i poveri. Buona parte delle mie giornate, invece, le trascorro proprio in questa attività di ascolto, conforto ed impegno ad aiutare i meno fortunati di questa martoriata città. E vi devo assicurare che lo sconforto che si ricava è veramente tanto.

Questi che voi date  sono giudizi da campagna elettorale, e personali,  non sono giudizi amministrativi, giudizi che devono avere una coerenza nella motivazione e nella veridicità delle contestazioni.

 Un’altro aspetto che voglio GRIDARE è legato a quell’ombra che volete buttarmi addosso quando avete scritto in questo atto di sfiducia  “ma il Sindaco la parola MAFIA non l’ha neppure pronunciata”.

Chiariamo bene questo aspetto perché ciò mi ferisce.

 La mia storia, quella della mia famiglia, del mio operato dice tutto, io non ho la necessità di dire continuamente che sono contro la MAFIA, io non sono uno di quei  professionista dell’ANTIMAFIA. Le persone si giudicano dai fatti ed i miei fatti parlano chiaro. Questo non significa che sia estraneo a questi problemi, che non mi preoccupi di creare e mettere in atto tutti gli strumenti idonei a mettere in sicurezza la macchina amministrativa. La MAFIA esiste, la mafia c’è ma si può sconfiggere per prima cosa con il nostro comportamento e poi con le parole. Quindi non vi permetto di lanciare queste pesanti accuse, cosi come non permetterò a nessuno di giocare ancora con l’ombra dello scioglimento.

 Se avete qualcosa da dire, qualche segnale preciso, qualche fatto, andatelo a dire alle Istituzioni preposte come ho fatto io in questi mesi, denunciate, denunciate e sempre denunciate.

 Chi di voi ha avuto la spudoratezza di scrivere “la città si interroga se stiamo andando verso un nuovo commissariamento per infiltrazioni mafiose”.

 Io sto rispondendo qui in questa Aula, ho pure fatto un comunicato contro una testata giornalistica online, per dire forte che il primo cittadino non ha scheletri nell’armadio, che non si pone la domanda “arriva lo scioglimento?” perchè sa come ha agito in questi mesi.

 Voi Consiglieri quando vi chiedono sull’argomento, come rispondete?

 La legalità è stata ed è uno dei miei punti di riferimento morali prima che politici. Scusatemi questa digressione ma sogno un mondo in cui anche le più dure prese di posizioni politiche rimangano sempre in un ambito di onestà e di correttezza. Quanto da voi sottoscritto, non è nè onesto e nè corretto.

 Posso comprendere che le vostre sono parole dettate da astio personale, ma questo non può diventare un fatto politico.

 La città deve sapere che questa sfiducia non ha nulla di politico, come invece deve essere,  ma nasce da un momento “emozionale” ben preciso e su questo volete giocare, cari Consiglieri.

 La sconcertante storia del cimitero, chiamiamola così. Ne parlo per ultimo, perché mi ha colpito molto quello che la città ha percepito. Io non avrei chiesto scusa subito, questa è l’accusa che mi lanciate. Non ricordo sinceramente se ho mai utilizzato questa parola, ma credetemi il mio pensiero è stato quello di agire, di capire cosa era successo, come mai un Dirigente, un Responsabile,  un intero staff non si fosse mai accorto di nulla. Sono rimasto allibito di quanto apprendevo, di quanto mi raccontavano gli Ufficiali dei Carabinieri che stavano intervenendo. Ed ho dovuto agire per ristabilire al più breve il decoro.

Anche qui voglio ricordare la storia dal 2011 ad oggi.

 Va ricordato  che appena insediato ho provveduto a sostituire parte del personale del cimitero perchè quello al momento presente si era rivelato avesse parentele nel settore dell’imprese funebri. Fu una operazione che aveva finalità di trasparenza e di discontinuità rispetto a notizie non rassicuranti che mi erano pervenute sulla gestione cimiteriale.

Per me era impensabile che il personale di recente coinvolto nell’incresciosa vicenda del cimitero potesse operare in tal maniera.

 Va precisato che trattasi di problematiche attinenti la gestione e quest’ultima è autonoma e distinta dalla funzione politica e d’indirizzo svolta dal Sindaco e dalla Giunta.

L’unica emergenza a me nota ma già di attualità sin dal  2007 era quella dell’indisponibilità di loculi cimiteriali rispetto alle esigenze di una città di quasi 60.000. Problematica questa trascurata  dalle precedenti amministrazioni e legata ad un progetto di finanza che non è andato avanti a causa della bocciature del P.R.G.

 La bozza di convenzione con la Congregazione, accordo ancora non perfezionato, e da definire all’esito della verifica della proprietà in capo alla congregazione e della correttezza dei costi,ha lo scopo di dare disponibilità di loculi in tempi brevi in un’area del cimitero composta da corpi di fabbrica decadenti ed insicuri, anziché occupare nuovo suolo e realizzare infrastrutture nuove, recuperiamo cioè in tempi brevi quello che c’è dentro il cimitero

 Il comportamento se sarà effettivamente accertato dagli inquirenti essere quello risultante dalle notizie pervenute dai mass midia è tuttavia inqualificabile.

Risulta agli atti di questo ente che dal 2010 in poi erano state fornite più di 500 cassette ossaio al personale per effettuare le ordinarie estumulazioni. Considerato che l’approntamento di dette cassette a cura e spese del comune avviene solo nel caso di estumulazioni di defunti ove la famiglia è irreperibile perchè estinta o emigrata,  si presume che questa casistica sia minoritaria rispetto a tutte le estumulazione operanti in un anno. Si stima che le n. 500 cassette fornite al personale sarebbero dovute bastare per circa 8-10 anni. Non si spiega dunque il motivo della distruzione di resti umani congiuntamente alle bare.

 Va poi rammentato che il cimitero è dotato di una fossa ossaio ove riporre eventuali residuali parti ossee che sarebbero potute sfuggire all’attenzione degli operatori all’atto dell’estumulazione e che quindi avrebbe potuto ovviare a ciò che invece sembrerebbe essere stato fatto.

Anche in questo caso, ricordo,  la responsabilità penale è personale e non collettiva.

L’amministrazione pur inconsapevole di tali fatti aveva già predisposto ancor prima dell’intervento dei carabinieri un trasferimento del personale cimiteriale nell’ambito di una normale avvicendamento e nell’ambito di una disciplina imperniata alla trasparenza che questa amministrazione da tempo aveva già avviato.

 Subito dopo i fatti  ho disposto una verifica amministrativa, affidata alla segretaria comunale, sulla gestione dei loculi degli ultimi anni (incassi e loculi concessi) nonché una ispezione interna, affidata ai vigili urbani per accertare fatti e responsabilità e contribuire con tali indagini a  fare luce su ciò che è avvenuto.

 Con l’Azienda Sanitaria abbiamo poi definito le procedure per le estumulazioni, le inumazioni e tutti gli aspetti igienico sanitari collegati con la gestione per portare ordine e certezza di procedure.

 Quindi non è affatto vero che eravamo arroccati su posizioni distanti dalla città. Volevamo capire cosa fosse successo, capire se avevamo preso delle scelte oggi in contrasto con i dati in possesso. L’Atto di indirizzo di venerdì scorso ne  è la prova. Abbiamo revocato il bando per le assegnazione delle aree per la realizzazione di cappelle e dato incarico al dirigente di predisporre quanto occorrente per la realizzazione di loculi in quelle aree. Non si possono fare cioè Cappelle gentilizie se c’è una necessità imperante di loculi.

Oggi abbiamo in pugno la situazione, dopo un momento di scollamento psicologico. Riunioni, incontri, consigli sono arrivati in questi giorni, da chi ha a cuore la città ed i nostri defunti, sono tutti consigli che saranno oggetto di scelte che verranno circostanziate. Ma non abbiamo mai pensato che fosse esclusivo chiedere scusa, pensavamo che prioritariamente occorreva azzerare la situazione cimiteriale e risolvere i servizi necessari. Questo abbiamo fatto. Agire al più presto era il modo per dimostrare ai Bagheresi che a Bagheria ci teniamo.

 Dite tutte queste cose in un atto che deve essere un Atto di accusa di incapacità amministrativa.

Invece, voi Consiglieri sottoscrittori di questo mozione, avete presentato un documento elettorale con un giudizio personale e per nulla politico.

 Vi dico io, invece, cosa c’è di politico in questa mozione:

 

  • c’è la necessità, per molti personaggi, di essere nel Palazzo nel momento strategico in cui si gioca l’azzeramento della Provincia, la nascita dell’Area Metropolitana e soprattutto dei liberi Consorzi dei Comuni.  Noi siamo qui e quindi diamo fastidio, anchè perché ragioniamo con la nostra testa e non abbiamo alle spalle gruppi di interessi particolari;
  • c’è la necessità di riportare dentro il Palazzo, le figure ed i partiti che hanno portato la città allo sfascio. Da dentro controllo meglio il mio passato.
  • c’è l’incoscienza, da parte di alcuni Consiglieri,  di volere azzerare questo momento amministrativo un attimo prima di dover prendere una decisione importante come l’aumento della tassazione, sia in caso di dissesto, sia in caso di riequlibrio.
  • C’è, di conseguenza, da parte di alcuni Consiglieri la confusione di avere scambiato il loro ruolo, più per una opportunità occupazionale che non per responsabilità civile e politica.
  • C’è la certezza, per una parte dei partiti politici, di poter gestire la fase di Commissariamento incidendo preventivamente nella scelta a livello centrale.
  • C’è, ancora il  cogliere le opportunità e prendersi i meriti delle cose avviate e non concluse, che incideranno sull’immagine e sull’economia  di questa città, proprio alla vigilia di eventi importanti (l’appalto del servizio di igiene pubblica e il definitivo abbandono del Coinres, l’inaugurazione della Certosa programmata per il 29 Marzo p.v. che restituirà questo bene alla città, il prossimo appalto dei due progetti di Villa Cattolica, la ristrutturazione ed i percorsi museali, per un importo di oltre 4.200.000 Euro,  la casa Museo del cinema di Villa Cutò, il riequilibrio finanziario, la ristrutturazione di alcune scuole, il recupero dei beni confiscati, un piano regolatore in corso di approvazione, i 12,5 milioni di euro delle zone franche urbane, il distretto turistico e i tanti progetti del settore sociale…)

 Ma anche questa vostra opera resta incompleta, sia in questa Mozione di Sfiducia, sia nel volantino che ha distribuito il PD.

 Ancora adesso il vostro lavoro non è completato, manca un dato fondamentale: dovevate inserire nell’oggetto: Mozione di sfiducia per  “non votare più Lo Meo

 Questo è l’unico senso che ha questa vostra azione. Siete tutti proiettati alle prossime elezioni e non pensate PER NULLA al bene della città.

Vi preoccupate del futuro di Lo Meo, lo volete distruggere adesso, …  non si fanno feriti, perchè vi preoccupate che il futuro, come sempre, ha radici nel passato e nel presente.

Vincenzo Lo Meo

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 Testo della mozione di sfiducia

“Quasi al termine del terzo anno del percorso politico dell’amministrazione Lo Meo, e in particolar modo a seguito degli ultimi fatti di cronaca riguardanti la gestione del cimitero comunale, è giunto il momento di presentare una mozione di sfiducia per porre fine a questa esperienza amministrativa e consentire alla città di rinnovare i propri organi Istituzionali con un nuovo percorso democratico. Riteniamo doveroso evidenziare alcune mancanze emerse nella gestione amministrativa di questi anni, in particolare nell’ultimo anno.

E’ sotto gli occhi di ogni cittadino che l’amministrazione Lo Meo:

. non ha raggiunto gli obiettivi programmatici del suo programma elettorale;

. ha rallentato, di fatto, il rilancio socio-economico di Bagheria addossando spesso le responsabilità ad altri;

. ha aumentato il livello di conflittualità con il consiglio comunale e con i cittadini;

. ha gestito il personale in modo poco chiaro e trasparente. Vedasi rotazione dei Dirigenti e dei funzionari spesso non sufficientemente motivate o accompagnate da percorsi di formazione del nuovo personale che avrebbe dovuto ricoprire tali incarichi;

. ha avuto poca trasparenza nell’attivazione e rideterminazione della pianta organica;

. non ha svolto la relazione annuale di verifica dello stato di attuazione del programma elettorale;

. ha violato alcune procedure amministrative: lo stesso Sindaco si è reso artefice di rilasciare

“AUTORIZZAZIONI” e di “TRASMETTERE” atti al Responsabile del Servizio Igiene e Sanità Pubblica dell’ASP n. 6 di Bagheria;

. ha aumentato l’aliquota Tarsu con delibera di giunta, dopo che lo stesso atto è stato bocciato dal Consiglio Comunale. Sempre con deliberazione di giunta ha aumentato l’addizionale Irpef, facendo in modo che il Ministero dell’Economia e delle Finanze impugnasse lo stesso provvedimento;

. non ha apportato seri miglioramenti nella gestione del servizio di raccolta rifiuti solidi urbani, non riuscendo ad oggi ancora ad attivare un servizio di raccolta differenziata.

. ha proceduto al taglio di alcuni servizi assistenziali essenziali, nonostante la disponibilità ed il supporto manifestato da tutti i partiti politici nel ricercare soluzioni per mantenerli.

. non è riuscita ad avviare seriamente misure di risanamento autonomo dell’ente, pur individuate con alcune delibere di giunta municipale.

. non ha esercitato alcuna significativa iniziativa per il mantenimento dei servizi a Bagheria (vedasi vicenda Tribunale su tutte),nonostante la disponibilità manifestata trasversalmente da tutti i partiti politici presenti sul territorio.

. non ha avviato, salvo sporadici risultati, una seria attività di programmazione e progettazione volta ad intercettare le risorse sovracomunali. Ha vissuto sull’eredità dell’amministrazione passata anzi riuscendo a perdere anche alcuni finanziamenti.

Adesso, non per ultimo, Caro Sindaco, ci permetta un’altra e più amara riflessione.

E’ occorso un intero consiglio comunale, dove tanti consiglieri anche di opposizione, pur non avendo alcuna responsabilità di governo nello scandalo-cimitero, hanno chiesto scusa ai cittadini per quanto subito a causa della mala politica. È stato necessario un atto politico di alto valore etico e morale, il chiedere perdono non in nome di se stessi, ma in nome dell’Istituzione. È servito che i gruppi consiliari chiedessero scusa alla città per le responsabilità dell’Amministrazione Comunale, mentre quest’ultima rimaneva arroccata su posizioni insostenibili, che hanno dimostrato, se ancora ce ne fosse bisogno, la lontananza dai cittadini, dalle loro pulsioni e dai loro problemi. Abbiamo dovuto aspettare che scendesse la notte su quel consiglio comunale e che spuntasse il giorno, perché un comunicato del Sindaco contenesse la parola: “Scusa”. Crediamo che in quest’episodio ci sia tutta l’essenza della sindacatura Lo Meo o meglio l’”assenza”. Non bastano i “piedi buoni” per fare una squadra competitiva. Serve un capitano, un allenatore, che dia l’esempio e che trascini il gruppo. Serve una guida, che quando la squadra perde, assuma su di sé tutte le responsabilità e chieda scusa ai tifosi. È così che si manifesta la leadership, è così che si crea un gruppo, un team forte, che può vincere contro qualsiasi avversità. Il sindaco, invece, ci ha abituati a scaricare le responsabilità sugli altri: sulle amministrazioni precedenti, sugli assessori passati, sui partiti, sui consiglieri comunali, sui cittadini, sui sindacati, sulle associazioni. Tutti a saperne un po’ meno di Lui. Tutti responsabili, tranne Lui. Tutti brutti, sporchi e cattivi, tranne Lui, che non ha avuto neppure la dignità di mettersi in aspettativa dal suo lavoro, per essere a disposizione h24 per questa città. Lo Meo ha incarnato in questi anni il senso dell’irresponsabilità, l’ideale contrario di sindaco, che assumendo su di sé l’onere e l’onore di amministrare una città come Bagheria, dovrebbe esserne il primo responsabile della convivenza civile e sociale della nostra collettività. Gli è mancata l’umiltà di essere primo cittadino tra i cittadini, di porsi in ascolto, di compatire i più deboli, gli sconfitti, i poveri, i disoccupati che negli ultimi anni sono diventati la maggioranza dei bagheresi. Gli è mancata la capacità profonda di soffrire con loro, di condividere i loro problemi, di indicare una strada, una direzione, di fare nascere una speranza, di progettare e programmare un futuro. Con lui Bagheria è morta e con essa anche l’orgoglio di sentirsi parte di questa città, di sentirsi comunità.

Ma in una cosa il Signor Sindaco è stato bravo. È riuscito a metterci tutti d’accordo. Consiglieri di destra, sinistra, centro, di sopra, di sotto e di lato, che mettono da parte le proprie divisioni ideologiche e politiche, per compiere l’estremo atto: quello della sfiducia.

Perché prima che consiglieri, siamo figli di questa città, e come tali non possiamo fare finta di niente di fronte allo sconcerto, all’orrore che monta. Da figli di questa città, da istituzione dobbiamo avere la forza e la dignità di prendere sulle nostre spalle la piena responsabilità di quanto accaduto e trarne le conseguenze.

I recenti fatti di cronaca che hanno riguardato la gestione del cimitero comunale sono stati talmente truci e disdicevoli, da meritare l’attenzione degli organi di stampa internazionali. Cinque aree sequestrate, con bare scoperchiate, ossa ancora fumanti, effetti personali sparsi, sono immagini che difficilmente riusciremo a dimenticare. Una ferita aperta che non potrà rimarginarsi in fretta. Ricorderemo per molto tempo la fila silente di cittadini all’ingresso del cimitero, pronti a verificare se la tomba dei suoi cari fosse stata profanata, se i resti mortali dei parenti giacessero sempre nello stesso sepolcro, oppure avessero fatto chissà quale fine. Di fronte a tanto dolore, difronte alla violazione più profonda dell’intimità di ognuno di loro, l’unica risposta che è riuscito a dare Il Sindaco è stata quella di“mettersi al servizio delle Forze dell’Ordine, istituire un nuovo ufficio cimiteriale, attivare un altro ufficio presso i lavori pubblici per tutte le dovute verifiche, controlli, e programmazione, attivare un apposito numero telefonico dedicato”.

Come se qualsiasi amministrazione comunale non sia ogni giorno a servizio delle forze dell’ordine, come se doveva accadere l’inenarrabile per istituire un nuovo ufficio cimiteriale, che sostituisse il precedente, di espressa sua nomina. Come se Bagheria avesse bisogno di diventare l’unica città al mondo, dove chiami un numero verde e ti dicono dove sono seppelliti i tuoi cari. Di fronte a tanto dolore, difronte alla violazione più profonda dell’intimità di ognuno di loro, l’unica risposta che il Sindaco è riuscito a dare alla cittadinanza è stata qualche fredda considerazione tecnica e qualche ovvietà.

Ha parlato di emergenza-loculi, ha continuato a difendere le sue scelte indifendibili, ad andare avanti nel promulgare atti illegittimi senza mai tornare indietro.

Ci chiediamo come abbia il coraggio di difendere certi atti amministrativi come la convenzione stipulata con la Confraternita del SS. Sacramento con delibera n.44/13, in cui si impegnava ad affittare circa 600 loculi dalla Congregazione, a fronte del pagamento del 95% di quanto incassato dalla vendita dei loculi al cittadino. A fronte di ciò, la Confraternita si impegnava a ristrutturare (demolendo e ricostruendo) i loculi. Il comune con il restante 5% dell’incassato, cioè da cinquanta a cento euro, si impegnava a estumulare i cadaveri e a garantire la manutenzione ordinaria e la pulizia del loculo per quarant’anni. Basta farsi due conti, per sapere che un’estumulazione a norma di legge, tra cassettine idonee e smaltimento di rifiuti speciali costa non meno di 400 euro e che una manutenzione quarantennale ne costa molto di più. È facile capire che la convenzione fosse l’ennesima patacca per un Comune già disastrato, utile solo a trasferire soldi pubblici, senza alcuna gara di appalto, all’impresa che doveva essere affidataria dei lavori di ristrutturazione da parte della Confraternita.

Un fatto molto preoccupante se associato a quanto trapelato dagli organi di stampa a seguito dell’operazione “Argo”, nella quale sembrerebbe che la mafia avesse volto il proprio interesse sulle aree cimiteriali destinate a cappelle, sulla loro edificazione e sui servizi cimiteriali in genere. Una convenzione inspiegabile poiché sancisce l’affitto dei loculi piuttosto che requisirli, in considerazione del fatto che le concessioni anche perpetue possono essere revocate, ove si verifichi una grave situazione di insufficienza del cimitero rispetto al fabbisogno del comune e non sia possibile provvedere tempestivamente all’ampliamento o alla costruzione di nuovo cimitero. Una convenzione burla se è vero com’è vero, che in tale atto la Confraternita è detta “comproprietaria di un’area del cimitero”, quando gli atti notarili citati, quello del notaio Francesco Farina del 08/06/1878 e del notaro G.Battista Castronovo dell’8/01/1910, parlano di altre verità, di altri diritti e doveri, di altre confraternite SS.Sepolcro e SS. Anime Sante, sciolte per mafia negli anni ’30 del secolo scorso.

Ci chiediamo come il Sindaco abbia il coraggio di fare “spallucce” rispetto all’inerzia relativa al procedimento di ampliamento del cimitero comunale. Inerzia che è simbolo della incapacità programmatica ed amministrativa di questa amministrazione.

Com’è possibile che la mano destra non sappia cosa fa la sinistra?

Chi è il responsabile politico, se non il Sindaco, di questo stallo istituzionale, di questa assenza di attività che pervade i palazzi comunali.

Tali fatti strettamente amministrativi e politici non possono rimanere avulsi da quello che sta avvenendo in sede giudiziaria. Un collaboratore di giustizia, secondo quanto appreso dai giornali, starebbe riferendo ai magistrati di attività e interessi della mafia nell’ambito della gestione dei servizi cimiteriali. La stessa inchiesta sulle presunte pratiche illecite nell’estumulazione dei cadaveri, condotta in prima battuta dalla Procura di Termini Imerese, è stata avocata a se dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Davanti a questo scenario fosco, che potrebbe avere gravi risvolti per la nostra città, il Sindaco non ha sfiorato l’argomento, nella sua relazione in aula né nel successivo comunicato stampa, se non per dire di sentirsi sereno rispetto ad eventuali indagini della magistratura.

Ma è la città che non è serena. È la città che si interroga se stiamo andando verso un nuovo commissariamento per infiltrazioni mafiose. È la città che rimane sgomenta rispetto allo scioglimento di un comune vicino, avvenuto dalla sera alla mattina. Il Sindaco, che ha già fatto parte di un’Amministrazione sciolta per mafia, dovrebbe conoscere il dramma della sospensione temporanea della democrazia.

Ci saremmo aspettati che il Sindaco ci avesse riferito delle azioni fatte negli ultimi anni per mettere spazio tra l’Istituzione e la mafia, per creare un alto muro divisore, per realizzare un ampio argine invalicabile dalle infiltrazioni mafiose. Ci saremmo aspettati che almeno in un passaggio del suo discorso avesse affrontato il problema, contribuendo a rischiarare le tante ombre sul tema. Ma il Sindaco, la parola “mafia” non l’ha neppure pronunciata. Come se il problema non esistesse, come se il problema non gli appartenesse e soprattutto non appartenesse a questa città. Proprio la settimana scorsa, dopo tanti anni, un parroco è stato vittima di un atto intimidatorio, qualche mese fa hanno arrestato un dirigente comunale e prima ancora due dipendenti del Coinres. È la sua “serenità” che non ci fa stare sereni, la sua superficialità nell’affrontare le questioni, la sua mancanza di umiltà nell’accettare il confronto politico e di ascoltare chi la pensa diversamente da lui.

Lo Meo ha affermato che “non si può e non si deve strumentalizzare la questione cimitero solo per screditare Sindaco e Giunta. Non è corretto, non è sano, non è giusto per Bagheria”. Qui nessuno ha voluto screditare l’istituzione, ma è stato il Sindaco a screditarla quando è stato incapace di assumere su di sé l’intera responsabilità politica ed amministrativa della vicenda da primo cittadino e autorità massima in tema di igiene e incolumità pubblica.

Abbiamo voluto condividere questa mozione con tutte le forze politiche di colore e segno diversi. Dopo tre anni di amministrazione, signor Sindaco, ci lascia “Un’altra Bagheria”, più povera, più disperata, più brutta, con meno orgoglio e speranza, con il morale sotto i tacchi.

Riteniamo quanto mai necessario ipotizzare percorsi di rinnovamento della classe dirigente nel più breve tempo possibile, così come recita il codice etico approvato in consiglio comunale negli anni passati, confidando nei bagheresi che sapranno scegliere i loro rappresentanti istituzionali tra i più capaci ed i più onesti. Il nostro è un tentativo che si prefigge l’obiettivo di allontanare dalle istituzioni qualunque sospetto di ingerenza, d’imposizione, o cattiva amministrazione, e ciò al fine di restituire a Bagheria l’immagine di onestà e legalità che le è propria.

Sindaco, a gran voce le abbiamo chiesto le dimissioni, come estremo atto di dignità umana e politica, lei ha declinato l’invito. Oggi siamo qui per sfiduciarla. Stavolta è in capo a noi, consiglieri comunali, compiere l’estremo atto di dignità politica. Ce lo chiede la città, ce lo impone il ruolo che rivestiamo. Oggi il sindaco della città non può più essere Vincenzo Lo Meo “Non è corretto, non è sano, non è giusto per Bagheria”.

 

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