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Il Sindaco Tripoli riceve la newyorkese Santa Balistreri e la sua famiglia nel segno delle radici ritrovate.

Pubblicato il 9 giugno 2026 • Comunicati

Nei giorni scorsi, il sindaco di Bagheria, Filippo Maria Tripoli ha accolto a villa Butera, Santa Balistreri cittadina statunitense originaria di New York, giunta in Sicilia con il marito William Myles alla ricerca della storia della propria famiglia. Santa che negli anni scorsi era già stata a Bagheria, ha ricevuto una targa ricordo dal primo cittadino, che ha voluto   suggellare il legame tra la città e i suoi discendenti all'estero. Durante la giornata, la delegazione familiare ha inoltre visitato le bellezze artistiche e paesaggistiche del territorio.
Una storia d'emigrazione lunga 102 anni con al centro della vicenda  il nonno di Santa, Salvatore Balistreri. Nato a Bagheria nel 1907, Salvatore era il più piccolo degli otto figli di Francesco Balistreri (pastaio nato nel 1863 e deceduto nel 1939) e di Maria Scorsone, che abitavano nell'attuale via Domenico Sciortino (allora via Miosi).

Nel 1923, a 16 anni, Salvatore lasciò la Sicilia per raggiungere il fratello Francesco e la sorella Lucia, già emigrati a New York. In America costruì una nuova vita e sposò Santa Cirafici, senza più fare ritorno. Di quella cerchia di fratelli solo due rimasero a Bagheria, il primogenito Michele e la sorella Grazia coniugata Martorana. Grazie al viaggio di Santa, gli eredi americani e quelli bagheresi dei bisnonni comuni hanno potuto finalmente incontrarsi.

Il ricongiungimento a distanza di 102 anni è stato possibile grazie a Domenico Sciortino, ex dipendente della Polizia Municipale di Bagheria che, grazie alla conoscenza dell'inglese, viene contattato dagli uffici comunali quando i discendenti degli emigrati cercano i propri antenati. Insieme a Lorenzo Rizzo, appassionato di storia locale, Sciortino ha rintracciato gli eredi di Michele Balistreri
La storia di Santa Balistreri rientra nel fenomeno del "turismo delle origini" o genealogico, che coinvolge soprattutto la terza generazione di emigrati. Non si tratta di una semplice vacanza, ma di una ricerca di identità e memoria. Per i discendenti dei siciliani, tornare significa trasformare i racconti dei nonni in luoghi reali, ricostruire la storia familiare e ristabilire un legame con la terra d'origine.

Ufficio stampa.