Panorama di Bagheria

Don Vincenzo Puccio vola alle olimpiadi dei piccoli stati

Riceviamo e pubblichiamo:

Don Vincenzo Puccio all’età di 16 anni era una promessa dell’atletica italiana.
Da Vita, un paesino in provincia di Trapani, si  trasferisce  a Bagheria per farsi allenare dal professore Tommaso Ticali e inseguire il suo sogno di partecipare alle olimpiadi.

Era il 1990, Vincenzo si allena con grande determinazione e migliora continuamente le sue prestazioni, l’allenatore Tommaso Ticali che poi legherà il suo nome anche a maratoneti del calibro mondiale come Vincenzo Modica (argento mondiale nel 1999) e Anna Incerti (campionessa europea nel 2010), lo iscrive alla prova dei 1.500 metri dei campionati regionali siciliani, dove Vincenzo trionfa in 3’51’’,nel giro di due anni riesce ad affermarsi anche a livello nazionale, ma all’età di 20 anni ha sentito il richiamo del signore e improvvisamente molla tutto e va in seminario. 

Una volta ordinato sacerdote è tornato in Sicilia, durante una benedizione conosce un maratoneta che lo invita a correre con lui e così, nel 2010, decide di riannodare il filo reciso 18 anni prima.

Riprende ad allenarsi e, dopo qualche contrattempo fisico dovuto ai tanti chili in più e ad una forma da recuperare, dal 2012 non si è più fermato,le gambe reggono bene e il parroco di Barcellona pozzo di gotto contatta il suo vecchio allenatore Tommaso Ticali, e inizia una preparazione mirata per realizzare i suoi obiettivi.

Nel 2019 si tessera con l’atletica vaticana, dove comincia a mietere successi anche internazionali, recentemente ha vinto a Wittenberg (Germania) una mezza maratona col tempo record di 1 ora dodici minuti e venticinque secondi, ed in questi giorni è arrivata dalla santa sede la convocazione per partecipare alle olimpiadi dei piccoli stati che si terranno in Montenegro», Vincenzo gareggerà il 28 maggio nei cinquemila metri e il 31 maggio nei diecimila metri.

Don Vincenzo Puccio, che prima di ogni gara chiede agli organizzatori di poter benedire gli atleti alla partenza, e al traguardo ha un rito, si inginocchia e invoca: «Sicilia rialzati!». Un prete “antimafia”, sempre in prima linea don Vincenzo, che molto spesso si piazza anche davanti agli avversari: è 1° nel ranking dei maratoneti over 45 .

All’Atletica Vaticana lo spirito cristiano si rincorre con quello olimpico.
A tal proposito: è possibile pensare a un futuro debutto alle Olimpiadi? «Perché no? – conclude monsignor Sánchez Toca – A Tokyo 2020 non ci saranno atleti vaticani ma un osservatore – come ai Giochi invernali del 2018 in Corea – che parteciperà ai lavori del Cio Internazionale con cui la Santa Sede ha in corso l’elaborazione di un vero e proprio “Accordo”.
Da Parigi 2024 o da Los Angeles 2028, potremmo fare progetti più concreti, ma sempre con un iter condiviso con il Cio». Nel frattempo, l’Athletica Vaticana corre incontro al mondo.

ALLEGATI
Ultimo aggiornamento: 29/05/2019

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