Panorama di Bagheria

Casa Teatro in scena a Palazzo Butera: Teatro Greco e Commedia dell’Arte

Riceviamo e Pubblichiamo:

Le “Antigoni” e i “Caratteri” di tutti i tempi

A pochi giorni dallo strepitoso successo dei primi due saggi-spettacolo di Casa Teatro, arrivano gli ultimi due attesissimi appuntamenti in Cartellone: venerdì 5 Luglio “Antigoni”, con la regia di Andrea Saitta e domenica 7 Luglio “La vedova scaltra”, con la regia di Cristina Coltelli. Ad ospitare gli eventi, alle ore 21 , con ingresso gratuito e il patrocinio del Comune, la cornice di Villa Butera dove, la scorsa settimana, un pubblico numeroso, composto e in piedi per più di due ore, ha applaudito “Z la formica” e “Sogno di una notte di mezza estate…o quasi”. E se gli allievi più piccoli, Junior e Pulcini, prima, hanno donato sogni madidi di emozioni e il gruppo Gioca Teatrando, dopo, sogni che aiutano a riflettere, sfidando se stessi nel capolavoro di Shakespeare; gli altri due gruppi portano in scena, rispettivamente, il Teatro Greco e la Commedia dell’Arte, drammi e temi antichi ma sempre attuali. Venerdì 5 Luglio in palcoscenico i 15 allievi, di età compresa tra 14 e 25 anni, del corso “Oltre il sipario” quest’anno diretti dal maestro Andrea Saitta, vincitore nel 2017 del Festival Internazionale di regia teatrale Fantasio, in una versione originale dell’Antigone. Il testo è quello del drammaturgo greco Sofocle di 2500 anni fa, ma il lavoro di base è quello tipico del teatro fisico.

“Ci siamo chiesti molte volte durante il montaggio di Antigoni – spiega Andrea Saitta –  perché mettere in scena questa tragedia ancora oggi e  se le ragioni di Antigone, sono le ragioni delle Antigoni contemporanee. Siamo andati alla ricerca di donne che, per amore della libertà, della pace e del rispetto di tutti gli esseri, hanno sfidato la legge dell’uomo e tutte, secondo noi, devono essere ricordate. Per questo Antigoni, perché la voce di questo personaggio è la voce di tutte quelle donne che hanno il coraggio di esporsi e andare contro le leggi dello Stato se sono ingiuste, è la voce di tutte quelle donne che hanno subìto violenza solo per essere uscite fuori dal coro, la voce infine di tutte le donne morte per un ideale. Ma la nostra scrittura – aggiunge il regista – non risparmia i carnefici, a loro, viene svelato tutto. Tutti gli errori dei Creonte sono visibili in scena, davanti gli occhi dei tiranni stessi, nessuna tragedia si consumerà dietro le quinte e dietro il fondale. Durante quest’anno di studi teatrali – conclude Saitta – con gli allievi abbiamo iniziato un percorso comune di scoperta del corpo e di come esso può esprimere, in maniera non descrittiva, emozioni, parole e stati d’animo. La forza di questo spettacolo sta proprio qui, nella grande espressività dei corpi delle attrici e degli attori in scena e dalla poesia della parola di Sofocle sempre attuale”.
Ancora teatro classico in scena domenica 7 Luglio con “La vedova scaltra” di Carlo Goldoni, una delle opere di maggior pregio del  commediografo veneziano del ‘700.  In scena i 10 giovani, dai 18 ai 35 anni, del corso “Oltre il sipario avanzato” diretti da Cristina Coltelli, specializzata nello studio della Maschera e Commedia dell’Arte, come interprete prima e come insegnante ormai da anni, affermandosi a livello internazionale. La regista ha condiviso con gli allievi del corso Avanzato, un diverso metodo di lavoro, nonché un diverso stile interpretativo e un diverso approccio alla drammaturgia, sia dal punto di vista letterario sia dal punto di vista corporeo. “In una Venezia stregata dal suo folle Carnevale – dice Cristina Coltelli – la giovane e bella vedova Rosaura deve districarsi fra quattro corteggiatori assatanati, minacce di sfratto e una sorella più piccola da sistemare. La donna decide di prendere in mano la situazione approfittando proprio delle “ birbanterie” del carnevale, dando il via a un rocambolesco gioco di seduzione incrociata e scambi di persona che porteranno alla risoluzione finale. Il testo affronta con allegria non soltanto i temi, evidenti, di “ragione e sentimento” e dell’emancipazione della volontà femminile; ma dalla struttura presa a prestito dalla Commedia dell’Arte – conclude la regista – emerge chiaro e fresco l’antico rituale del nuovo che sconfigge il vecchio, così come l’inverno deve lasciare il posto alla primavera perché la vita fiorisca ancora una volta”. Si concludono così i saggi-spettacolo di quest’anno; ma i “grandi sogni”restano, in ogni parola e in ogni emozione andata in scena con Casa Teatro!

 

 

                                                                                                               Daniela Cutrò

 

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Ultimo aggiornamento: 04/07/2019

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