Se Ignazio Buttitta aveva detto tanti anni fa che la chitarra del dialetto perde una corda al giorno, si può, dunque, pensare che la poesia del poeta bagherese, che condannò la mafia e l’ignoranza, e tenne alta la bandiera della dignità e del riscatto, rispetto anche a una forte spinta della coscienza umana a non arrendersi, a recuperare speranze di riscatto, ad operare per un nuovo regno dell ‘uomo nel nome della pace, del rispetto della natura, della vera giustizia per tutti, si può dunque pensare (mi chiedevo) che essa possa rivelarsi ancora attuale, adatta ai nuovi tempi, tuttavia capace di dare un lume di speranza e di fiducia agli uomini? Può esser voce ancora nuova in Sicilia? lo credo di sì, altrimenti questo libro non avrebbe un senso. Il riconoscimento dell’importanza che assume, specialmente oggi, l’opera poetica di Ignazio Buttitta, e perciò l’opportunità di contribuire insieme a riproporre all’attenzione di tutti e degli studiosi più sensibili un discorso sulla poesia del grande poeta di Bagheria; e dunque la necessità di offrire, con questo libro, uno stimolo, fors’anche qualche provocazione, per trarre fuori dall’ombra che lo sta avvolgendo, un poeta la cui parola ci pare ancora ricca di fertilissimi insegnamenti, anche rispetto ai tempi che stiamo vivendo con preoccupazione per le sorti della Sicilia, della sua gente e della sua cultura.  Salvatore Di Marco

Coppola Editore –  Anno 2013  (1^ Ediz. 2011) Pagine 232

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Ultimo aggiornamento: 11/03/2022