Panorama di Bagheria
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Assemblea cittadina su Corso Umberto I: esempio di partecipazione ed e-democracy

Può essere definita, senza tema di smentita, un esercizio di democrazia partecipata l’assemblea svoltasi ieri sera, in aula consiliare, per illustrare le idee dell’amministrazione sulla sperimentazione della riapertura al traffico, per sei mesi, dello storico corso della città, corso Umberto I, a tutti noto come “ u’ stratuneddu”.

In un’aula consiliare piena soprattutto dei cosiddetti stakeholder, portatori di interesse: commercianti e rappresentanti del comitato che vuole il corso chiuso, il sindaco Patrizio Cinque ha illustrato la sua idea di città moderna, vivibile, con offerte culturali e tecnologiche e a misura d’uomo e di bambino a partire dal centro storico.

Cinque ha esordito: “A scanso di equivoci io sono per il corso chiuso” ma subito aggiunge che le cose vanno fatte bene e allora occorre fare qualche passo indietro per dotare la città di servizi: parcheggi, bagni pubblici, aree verdi, ecc.

“Dobbiamo contrastare i vicini competitor” aggiunge riferendosi al centro commerciale Forum, “ci vuole un cambiamento di prospettiva, occorre ricercare e lavorare sugli elementi di attrattiva di Bagheria, ci scontreremo su questo tema, ma su una cosa sono certo che c’è accordo: vogliamo una Bagheria migliore dobbiamo spendere nei negozi di Bagheria”.

L’idea dell’amministrazione è quella di andare al di là del corso Umberto e creare un grande centro commerciale naturale che coinvolga 4 diversi quartieri centrali della città, arrivandoci per step, l’Umberto gallery, Palagonia Gallery, Butera Gallery e Liberty Gallery, distinti per colore, per arredo urbano, dotati di servizi, di parcheggi, di trasporto pubblico lavorando anche sugli eventi, e cosa più importante che il centro Forum non ha, le ville settecentesche coinvolgendole in un apposito circuito di fruizione. Il tutto promosso anche da un portale internet che si intende realizzare www.bagheriaincentro.it.

“Ovviamente occorre convincere i residenti, i cittadini, i commercianti a partecipare” dice il sindaco che aggiunge anche una serie di problemi, difficoltà e resistenze nel rendere realizzabili idee fattibili come quella illustrata: dalla configurazione complicata del centro storico, alla materializzazione di tutti i servizi cui aggiunge anche lo scarso interesse nei confronti dell’informatica da parte di alcuni stakholder. Gli obbiettivi invece sono chiari a tutti: la valorizzazione del commercio bagherese, la promozione della città anche attraverso la creazione di un’immagine coordinata condivisa, sensibilizzando ad ampio raggio tutti gli operatori commerciali che insistono sulle aree illustrate non ultimo l’innalzamento del valore commerciale dei negozi sfitti.

E sulla polemica scatenata dall’ipotetico uso delle scuole per i parcheggi, il sindaco spiega: “non vogliamo togliere spazio ai bambini, semmai dargliene di più, la nostra idea era di usare una piccola parte delle aree interne alle scuole che già a parcheggio venivano adibite: quella dietro la Cirincione – ma per la quale pare vi sia un veto all’utilizzo da parte dei vigili del fuoco, spiega l’assessore alle Attività produttive, Alessandro Tomasello – e una zona dell’area della Bagnera dove già posteggiano gli insegnanti, aree che sarebbero state utilizzate sono quando non c’è scuola, nei week end.

“Ma non c’è alcun accordo, in questo momento, con i dirigenti scolastici” precisa l’assessore Tomasello che aggiunge: “si devono ascoltare tutte le voci e ponderare le reciproche posizioni, sia di quelli che raccolgono le firme affinché il corso resti chiuso ma anche di quelli che il corso lo vivono ogni giorno perché ci abitano o lavorano”.

La parola passa poi ai cittadini presenti, non prima che il sindaco abbia ricordato che la sperimentazione della riapertura del corso dalle ore 21 alle 14, dal lunedì al venerdì, è sperimentale e limitata a sei mesi prima che si prenda una decisione definitiva e condivisa e aggiunge anche che tale apertura sperimentale è vincolata ad un protocollo di intesa tra amministrazione e commercianti, questi ultimi soggetti ad una serie di azioni collaborative come l’animazione serale con spettacoli ed eventi.

Si susseguono poi una serie di interventi e domande coordinate dalla presidente del consiglio comunale, Claudia Clemente, alcune delle quali provenienti anche dalla rete grazie alla diretta streaming dell’assemblea sul canale Ustream del Comune.

Un tabaccaio, Marco La Rosa, sventolando la certificazione sul manto stradale, esclama: occorre venire incontro alle esigenze di tutti, i commercianti chiedono la riapertura del corso”. Di parere contrario Cecilia Gennaro, che in rappresentanza del comitato “Corso Umberto I isola pedonale” consegna al sindaco oltre 700 firme raccolte contro la riapertura, lamentando il fatto che l’assemblea fosse stata organizzata a decisioni prese.

Parola di nuovo agli esercenti con Leonardo Eucaliptus che si è complimentato con il sindaco ed il suo gruppo per la decisione sulla riapertura e sul progetto in cantiere.

Di tutt’altro tenore l’intervento si Rosario Tomasello che, ex attivista del Movimento rimprovera, ai pentastellati di aver fatto un passo indietro su quanto pensavano sul corso e aggiunge: “Il corso chiuso è socialità e qualità di vita e le isole pedonali rappresentano in molte città d’Italia opportunità di sviluppo, trampolini culturali per rassegne enogastronomiche e attività turistiche. In molte città di Italia è simbolo di conquista sociale, in molte città tranne che a Bagheria”.

Segue di nuovo un intervento pro apertura, è quello di Aurelio D’Amico, della Confconsumatori che ricorda: “nel 2009 abbiamo raccolta 1305 firme contro la riapertura, e non ci hanno considerato, neanche la stampa, oggi condividiamo la sua scelta sindaco e finalmente ne parliamo mentre nel passato sembrava tabù” e conclude il suo intervento chiedendosi quante persone che abitano nelle stradine laterali al corso sono potenziali malati di cancro a causa delle esalazioni dello smog e ricordando che sono 25 le attività che sono state chiuse nel corso dalla sua chiusura al traffico.

Anche il panificatore Isidoro Mancino ricorda le firme raccolte contro la chiusura e accenna alla fermata dell’autobus tolta proprio a causa della chiusura, “semmai – dice Mancino – chiudiamo il centro storico ai SUV che neanche riescono a passare nelle strette stradine del corso”. Dello stesso parere il benzinaio Carlo Sciortino: “un tempo chi era contro il corso chiuso era considerato uno che voleva il male di Bagheria, abbiamo trovato un sindaco di buonsenso che ha compreso cosa occorre” e conclude suggerendo di fare come a Termini Imprese con i parcheggi a pagamento e a tempo.

“Il corso è stato chiuso abusivamente” tuona Totò Morana – “non l’hanno nemmeno collaudato, se un tempo fossimo stati informati che quei lavori servivano alla chiusura del corso avremmo fatto la guerra”.

Per il corso aperto al traffico anche Emanuele Merra che suggerisce al sindaco non l’apertura sperimentale per sei mesi ma per sempre: “Non possiamo far passeggiare la gente in corso Umberto e farla morire in via Calcara Vecchia!”.

Ancora un intervento pro corso chiuso è quello di Enzo Cinà: “qui occorre capire cosa vogliamo fare per il corso Umberto, per la viabilità pubblica che è penalizzata, non ci voglio nuove norme ma poche regole chiare e semplici e non a convenienza seguite da cittadini liberi di fare quel che vogliono”.

Tecnico e proposito l’intervento dell’ingegner Federico Cangemi che individua due aree ben definite che potrebbero essere trasformate in zone utilizzabili per parcheggiare ben più ampie di quelle delle scuole e poi chiede cosa sta facendo l’amministrazione per contrastare i centri commerciali e attrarre i franchisor, e ancora suggerisce: “Il centro storico non può vendere solo vestiti occorre fare cultura, cinema, teatro…”.

Chiude gli interventi dal pubblico Angelo Casa, storico macellaio bagherese anche lui a favore del corso aperto e accenna all’allargamento dei marciapiedi, modifica dell’originale piano di lavori del corso.

Seguono poi le risposte del sindaco, che in parte riprendono quanto già detto nella sua presentazione, ed in parte aggiungono nuovi elementi: la verifica della chiusura di alcune strade laterali, la riorganizzazione dell’area di piazza Indipendenza, la video sorveglianza progetto dell’amministrazione precedente che presto diverrà realtà, la piantumazione di alberi diversi dai pini, più adatti al centro storico, ed il progetto di un albero per ogni neonato, la riattivazione delle zone blu a pagamento. “E’ evidente che è un work in progress, si dovrà costituire un tavolo tecnico – dice il sindaco, in cui il coinvolgimento della città sarà costante” e a tal fine accenna al fatto che presto verrà organizzata un’altra assemblea cittadina sulla scuola Gramsci, mentre dal pubblico ne suggeriscono un’altra sui bilanci che il sindaco accetta ben volentieri di proporre.
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M.M.
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Ultimo aggiornamento:25/10/2014

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