Panorama di Bagheria

ZFU: decisa la ripartizione della riserva del 30% regionale: 20% alla start up e 10% alla riqualificazione urbana

Bagheria, 05/09/2013 – Molti gli intervenuti alla prima riunione sulle Zone Franche Urbane, le aree infra-comunali dove si concentrano programmi di defiscalizzazione per la creazione e valorizzazione delle piccole e micro imprese che materialmente si concretizza in un finanziamento complessivo di quasi 13 milioni di euro per Bagheria. 

Al centro dell’incontro, convocato dall’assessore alle Attività Produttive, Gaetano D’Agati, la definizione delle priorità inerenti la quota del 30% finanziata dalla Regione Siciliana per la Zona Franca Urbana cittadina. 

Il tavolo tecnico, formato dalle diverse associazioni di categoria, partner del progetto, dopo un lungo dibattito iniziato con le spiegazioni del progettista del Cesvit, l’ingegner Orazio Amenta, ha accolto la proposta dell’amministrazione comunale che proponeva il 20% del finanziamento a favore delle imprese in fase di start up, di nuova costituzione ,ed il restante 10% per lavori di riqualificazione urbana nelle aree degradate. 

“Con molta probabilità i bandi saranno pronti nel mese di ottobre – spiega Amenta – e le imprese, anche quelle di nuova costituzione che si potranno costituire sino alla presentazione dell’istanza, potranno poi gestire il finanziamento con il modello di pagamento della grande maggioranza delle imposte, delle tasse e dei contributi, l’F24. 

E’ importante chiarire che non si tratta di fondi che riceveranno le imprese ma di sgravi e agevolazioni fiscali e previdenziali previste per le ZFU che serviranno a rafforzare la crescita imprenditoriale e occupazionale nelle piccole imprese di nuova costituzione ivi localizzate. Tali agevolazioni, della durata di 5 anni, consistono in: esenzione dalle imposte sui redditi, esenzione dall’IRAP, esenzione dall’IMU, esonero dal versamento dei contributi previdenziali, ed è previsto anche il sostegno ad imprese già operanti nelle medesime aree.

 

“Il metodo della concertazione al fine di creare una vera e propria governance con i partner è proprio della tipologia di intervento voluta dal Ministero – spiega l’ingegnere del Cesvit – per questo motivo le associazioni di categorie sono state invitate a decidere sulla quota regionalizzata della riserva del 30%”.  

Tale quota poteva essere ripartita tra 5 diverse tipologie: 1) imprese femminili, 2) imprese sociali, 3) tipologie macro in base al codice ateco e la Regione Siciliana ha inserito anche 5) piccole azioni di riqualificazione urbana, proposta che deve però ancora essere vagliata dal ministero. 

La scelta della riserva del 30% del finanziamento, come detto, permetteva di inserire solo due categorie e si è optato per il 20% per le imprese in fase di start up e il 10% per la riqualificazione urbana, perché scopo della legge è appunto quello di favorire le micro e piccole imprese. 

Sulle circa 3800 imprese presenti sul territorio bagherese, sono pressappoco 1000 quelle che gravitano nella Zona Franca Urbana e che potrebbero fruire degli sgravi, quota che può aumentare poiché, di fatto, nulla vieta di spostare la propria attività nella ZFU, proprio al fine di riqualificare la zona degradata. 

Le famiglie di finanziamento sono dunque due: una relativa al 70% della quota – i quasi 13 milioni di euro – cui possono partecipare tutte le imprese bagheresi presenti nella ZFU e la quota del 30% per le tipologie individuate dal tavolo dei partner. 

Al partecipato incontro sono intervenuti oltre al sindaco di Bagheria, Vincenzo Lo Meo, all’assessore alle Attività Produttive, Gaetano D’Agati e all’ingegnere progettista per la ZFU, Orazio Amenta, numerosi consiglieri comunali con la presidente del Consiglio comunale in testa, Caterina Vigilia, tra questi: Mimmo Di Stefano, Bartolone, Vella, Pagano, La Corte, Arena, Amari, Raspanti, Giammanco, Di Quarto, Gurrado ed un nutrito numero di rappresentanti locali di associazioni di categoria: Confartigianato, Confcommercio, CNA, Casartigianati,CCN Bagheria, CC Umberto Gallery, Cosvime, Capidem, Gal Metropoli Est e anche rappresentanti politici dell’UDC e del M5S. 

Alcuni consiglieri hanno voluto delucidazioni circa i criteri per scegliere la ZFU al fine di dover poi rispondere agli imprenditori che, non trovandosi nella ZFU, si possano sentire defraudati di un aiuto di Stato. 

Su questo punto l’ingegner Amenta e l’assessore D’Agati sono stati chiari: i criteri non sono stabiliti dall’amministrazione comunale ma sono stati dettati dalla norma per l’individuazione della ZFU. 

Per istituire le ZFU i requisiti minimi richiesti cui dovevano rispondere i Comuni erano: un numero di abitanti non inferiore a 25.000; un tasso di disoccupazione comunale superiore alla media nazionale (Bagheria ha 28 punti in più rispetto alla media nazionale, non considerando il lavoro sommerso), la ZFU doveva avere una dimensione demografica minima di 7.500 abitanti e non superiore a 30.000 abitanti, una popolazione residente inferiore al 30% del totale della popolazione residente del comune. Gli indicatori di disagio socio-economico che il ministero dello Sviluppo economico ha valutato, secondo quanto stabilito dalla delibera Cipe 5/2008, al fine di misurarne il livello di esclusione sociale, sono essenzialmente di quattro tipi: tasso di disoccupazione, tasso di occupazione, tasso di concentrazione giovanile, tasso di scolarizzazione. 

L’assessore D’Agati ha poi ribadito che quello di ieri è stato solo il primo di diversi incontri e conferenze che si terranno sul tema, inclusa la richiesta di indire da parte della Presidenza una seduta aperta del Consiglio comunale. 

Adesso il Comune, già sollecitato dalla Regione, invierà le schede tecniche necessarie all’ottenimento del finanziamento, sarà poi il Ministero dell’Economia ad individuare definitivamente i beneficiari del finanziamento senza alcun tipo di intermediazione locale.

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